Dal carcere ai domiciliari, torna a casa il minorenne che lo scorso agosto avrebbe tentato di uccidere il marito di una 39enne di Pompei, assoldato proprio da quest’ultima. Un raid fallito, di cui non è stata mai rinvenuta l’arma: motivo che ieri ha reso possibile, subito dopo l’incidente probatorio, l’alleggerimento della misura cautelare nei confronti del ragazzo (difeso dall’avvocato Roberto Cuomo), che si trovava detenuto in un istituto di Airola.

L’inesperienza del killer improvvisato venne fuori proprio durante quel tentativo: la vittima si rese infatti conto di essere pedinata per quello scopo, forse anche a causa dei suoi pessimi rapporti coniugali, riuscendo a intuire anche la ‘mandante’ di un atto così folle. In quella circostanza ci fu un violento scontro fra il minorenne – ritenuto presunto responsabile del tentato omicidio – e il coniuge della donna. Quando la vittima riuscì a liberarsi, F.B. gli avrebbe esploso contro due colpi: dei quali però non sono mai stati rinvenuti i bossoli, né tanto meno la pistola utilizzata. Un dettaglio poco chiaro, anche perché nel corso delle indagini non fu specificato in che modo il minorenne era entrato in possesso della pistola, trattandosi di un incensurato ‘nuovo’ a certe esperienze.