Boccata d’ossigeno per i lavoratori dei Parchi archeologici di Pompei ed Ercolano.

Quattro mesi di cassa integrazione sono stati finalmente pagati dall’Inps, restituendo così un po’ di serenità ai lavoratori che da mesi erano costretti a casa, senza un lavoro e senza sostentamento economico.

Dopo la protesta dinanzi agli uffici dell’Inps qualcosa si è mosso. Sono stati infatti saldati i mesi di maggio, giugno, luglio e agosto, in attesa ora di ricevere gli stipendi di settembre e ottobre. “Si tratta di un primo passo importante – hanno spiegato i referenti del sindacato Cobas Lavoro Privato – al netto però di alcuni problemi che restano da risolvere”.

La questione è legata alle modalità e ai tempi di lavoro dei dipendenti. Si tratta di circa 20 ore settimanali per 2 settimane al mese. Un orario ritenuto troppo esiguo e troppo poco remunerativo. “Stiamo parlando di circa 300 euro al mese – hanno continuato i sindacati -. E tra i dipendenti c’è chi fa quotidianamente circa 100 km per arrivare sul posto di lavoro”.

Un’altra questione è legata all’interrogazione che ieri ha presentato la senatrice Virginia La Mura. Il capogruppo M5S in commissione Ambiente ha parlato, tra le altre cose, delle sue perplessità sull’utilizzo di società private per l’assunzione di lavoratori. “Il Parco Archeologico di Pompei – hanno concluso i sindacati - riceve circa 4 milioni di turisti l’anno -. Si tratta di introiti importanti che potrebbero essere reinvestiti nell’assunzione diretta di dipendenti. Invece si preferisce ricorrere a società esterne alle quale bisogna poi pagare una percentuale per i lavoratori assunti. Per noi si tratta di uno spreco di soldi”.

il caso