“Non siamo favorevoli all’apertura di un’altra struttura commerciale. Ma tale giudizio non interferirà con l’aspetto tecnico della vicenda, la cui competenza è dei dirigenti”. Sarà anche per l’imminente periodo pasquale, ma queste parole del sindaco di Pompei, Nando Uliano, richiamano alla mente il passo di Matteo sulla scelta che fece Pilato: “Non sono responsabile di questo sangue. Vedetevela voi”. Quelle del primo cittadino si riferiscono alla riconversione della struttura del San Paolo in centro commerciale.

Paragone a parte, è ormai abitudine del capo dell’amministrazione lo scaricabarile delle responsabilità su qualcun altro. Caso emblematico il licenziamento dell’ex dirigente Venanzio Vitiello dove, a suo tempo, azzardò anche la compassione verso la persona.

Ma, tornando al caso del grande magazzino di via Astolelle, la polemica, scoppiata ormai da tempo, ha incassato il no soprattutto dei commercianti cittadini per i quali rappresenterebbe “la morte economica del centro storico”.

Da Palazzo De Fusco fanno sapere che “l’amministrazione esprime perplessità. Nell’azione di rilancio abbiamo orientato lo sviluppo della città verso la vocazione turistica. Avremmo preferito che i futuri interventi sull’assetto urbanistico facessero riferimento a questo comparto. Riteniamo – concludono – che la nostra Città debba puntare su impianti ricettivi di alto livello o su strutture di promozione culturale, per incrociare la domanda dei quotidiani flussi turistici”.

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