“Ci si è ristretto il progetto”. Così i comitati hanno commentato il provvedimento di approvazione del progetto Eav a Pompei pubblicato il 27 settembre scorso sull’albo pretorio.

Un documento che contiene “153 note di comunicazione indirizzate a tutti gli espropriati per un progetto che il Consorzio Ferroviario Vesuviano continua a riferire ai ‘Lavori di completamento raddoppio della tratta Torre Annunziata – Pompei – Scafati’, perseverando in un errore che sa ormai di sbeffeggiamento nei confronti di chi si vedrà suo malgrado privato dei propri beni in favore di un progetto assurdo e pericoloso. A questo giro però, quel che più conta, è il numero delle ditte oggetto di esproprio, che scalano a 153, dalle 273 dei provvedimenti di febbraio. Ci è sparito un pezzo di progetto”.

Anche dai piani parcellari grafici di insieme allegati “risulta evidente che il progetto non interverrà più su via Arpaia e su via Crapolla I, e addirittura non più su via Nolana – hanno spiegato -. Un progetto rivisto in riduzione, quindi, con i soliti metodi raffazzonati e arronzati che non tengono conto neppure dei più elementari ragionamenti di viabilità per via Nolana, per la quale restano le indicazioni di avere un senso unico di circolazione”.

Ma c’è dell’altro. I rappresentanti del comitato, che in questi mesi hanno raccolto le critiche dei cittadini, chiedono “se questo sia l’ennesimo bidone di EAV e della nostra Amministrazione Comunale alla Città di Pompei e alla collettività tutta. E’ veramente possibile cambiare un progetto in questo modo, tagliando di netto una fetta così grande di progettualità “compensativa”, lasciando magari inalterati i saldi del progetto a 65 milioni di euro, senza pubblicare uno straccio di carta, una delibera di giunta regionale, una precisa variante al progetto, senza prevedere uno straccio di discussione in consiglio comunale, senza rendere pubblico un benché minimo scambio di PEC tra gli uffici comunali e quelli dell’ente ferroviario? Ci piacerebbe avere una risposta seria. Ma la faccia di chi amministra EAV e di chi amministra la nostra Città e la nostra Regione è troppo tosta. Otterremo le solite accuse di violenza verbale – hanno concluso - ignoranza, arretratezza, terrorismo psicologico e strumentalizzazione di un sindaco che sul progetto EAV ha saputo solo tradire le promesse elettorali e smentire senza vergogna le proprie stesse dichiarazioni sul progetto”.