Ripartono il commercio e il turismo a Pompei, ma la crisi è nera. Questa settimana l’avvio della zona gialla e l’apertura del Parco Archeologico, ma ripartire e ricominciare non è facile e non è immediato.

Gli operatori del turismo uniti ai commercianti della città mariana sono in forte difficoltà per una ripresa che stenta ad arrivare, complice una mancanza di interesse da parte delle istituzioni.

Chiediamo una seria programmazione sul futuro, così non possiamo più andare avanti”, è il grido di dolore della categoria extra alberghiera. “Noi viviamo solo di questo, ad ottobre abbiamo avuto l’ultimo cliente poi reddito zero”, dichiarano Annalisa Albano e Giuseppe Benessere, del collettivo APAB, Associazione Pompeiana Affittacamere e B&B . “Crediamo nella ripartenza del turismo a Pompei – continua – ma come? La nostra categoria non ha avuto direttive e i mezzi, abbiamo perso i clienti del mese mariano e si continuerà a perdere”.

Con l’apertura degli Scavi di Pompei si spera nella svolta, ma non sta andando esattamente così o almeno non ancora. “Ogni mattina noi scendiamo in campo per lavorare, ma manca la materia prima, i viaggiatori”, dice Claudio Cisale, Guida Turistica della Regione Campania. “Riaprire i beni culturali non significa lavorare – continua – e il flusso agli Scavi è basso, questo perché non si hanno certezze riguardo il modo di viaggiare, se non sistemiamo queste cose che sono problematiche vecchie, dubito che potremmo parlare di turismo in città”.

Intanto molte le attività che a Pompei hanno chiuso i battenti con la crisi economica scaturita dall’emergenza sanitaria. Sulla strada dello shopping della città mariana, molte saracinesche abbassate, sintomo di un’economia in ginocchio. “Ogni volta che si spegne la luce di una vetrina, è una confitta per la città e l’Amministrazione”, dice Gino Longobardi, Presidente di Confcommercio Pompei. “La situazione è in lenta ripresa – continua – ma le problematiche sono diverse, i fitti sono esosi, il personale deve essere pagato, sostenere i costi è difficile”.

“Noi vogliamo crederci nel rilancio e nella ripartenza del turismo a Pompei – conclude Longobardi – ma bisogna riaprire i canali internazionali e soprattutto bisogna vaccinare tutto il comparto turistico ed alberghiero, solo così si potrà parlare di reale sicurezza”.

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