Guerra totale tra sindacati e soprintendenza degli Scavi di Pompei. Dopo le accuse di ricatto e di vendetta mosse da Massimo Osanna contro i rappresentanti dell’Unsa e dell’Flp, arriva prontamente la controreplica da parte di questi ultimi, a pochi giorni dallo sciopero, che si preannuncia a dir poco infuocato, del 9 febbraio prossimo.

Se, da un lato arriva l’incoraggiamento del ministro Dario Franceschini, il quale, a margine della conferenza sulla nomina di Palermo come Capitale Italiana della Cultura 2018, è corso in difesa di Massimo Osanna dichiarando il suo “appoggio e sostegno totale ed incondizionato, per effetto del suo straordinario lavoro”; i sindacati, dall’altra, rispediscono al mittente le accuse “assurde di ricatto che ci rivolge il soprintendente di Pompei Massimo Osanna: se gli chiediamo – fa sapere attraverso una nota Antonio Pepe, rappresentante aziendale dell’Unsa - un incontro da soli e senza altri rappresentanti sindacali, è nelle nostre prerogative. Così come chiedere che venga rivisto l'accorpamento amministrativo di due uffici per evitare un gravoso carico di lavoro al dipendente. Anche questo fa parte delle prerogative sindacali. Se questo significa ricattare..."

Ma c’è dell’altro, perché Antonio Pepe punge la soprintendenza anche sull’atavica questione della presunta presenza di amianto nei loro uffici: “Perché – ha proseguito il rappresentante dell’Unsa - non si corre ai ripari sul rischio amianto per la salute dei lavoratori, rendendo salubri i locali dei corpi di guardia e degli uffici della Soprintendenza? Che cosa impedisce di risolvere questi problemi?". Domande che verranno, senza ombra di dubbio, messe sul piatto in occasione dello sciopero del 9 febbraio. 

La Confsal - Unsa rincara la dose: "Più rispetto e democrazia"

La Confapi: "Danno enorme"

sindacati confermano sciopero

La controreplica di Osanna

Renzi difende Osanna

Dalla Regione: Casillo difende Osanna

la risposta della soprintendenza

l'esposto ed il caso eternit