Pompei, i lavoratori degli scavi alzano la voce: 'Sicurezza ignorata e promesse mancate'
I sindacati protestano e proclamano lo stato di agitazione per denunciare le carenze su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
11-11-2025 | di Redazione
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È scontro aperto tra i lavoratori del Parco Archeologico di Pompei e la società Opera Laboratori Fiorentini, che da 25 anni gestisce in appalto i servizi di biglietteria, accoglienza e informazioni. Dopo numerose segnalazioni rimaste senza risposta, il sindacato Cobas Lavoro Privato ha notificato un atto di diffida all’azienda, al Ministero della Cultura e alla Direzione del Parco, denunciando “gravi irregolarità in materia di salute e sicurezza”, tra cui l’assenza di visite mediche periodiche e la mancata valutazione del rischio microclima e dello stress lavoro - correlato.
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Nonostante l’apertura di tavoli di confronto – si legge nella lettera - dall’incontro al Ministero della Cultura nell’aprile 2024 fino al tavolo di conciliazione in Prefettura a Napoli, i lavoratori lamentano che nulla sia cambiato. Le promesse di internalizzazione dei servizi e di applicazione del contratto Federculture sono rimaste lettera morta, mentre l’amministrazione ha indetto nuove gare d’appalto, ritenute dai Cobas un “ennesimo tradimento”.
Lo stato di agitazione, proclamato più volte nell’ultimo anno, è stato rinnovato nel gennaio 2025, accompagnato da nuove denunce all’ASL Napoli 3 Sud e all’Ispettorato nazionale del lavoro. I Cobas contestano una gestione che, a loro dire, continua a sacrificare i diritti dei lavoratori nonostante gli incassi milionari garantiti da milioni di visitatori e dai fondi europei destinati al sito.
“Se non arriveranno risposte concrete – avvertono i Cobas – saremo costretti a tutelare i lavoratori in ogni sede civile e penale”.
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