C’è il bilancio provvisorio in vista. Voi sapete che le norme generali di tutti i sindaci del mondo, più o meno, usano le stesse maggioranze…nel nostro caso, per stare tranquilli, piuttosto che un 8 a 8, meglio un 13 a 4 o…chissà”. Ci piace immaginare che, come un nostrano Oronzo Canà, anche il sindaco di Pompei, Nando Uliano, abbia ripreso, facendole sue, le parole del famosissimo mister della Longobarda. Non sarà andata così, siamo certi, fatto sta che la campagna acquisti della sua maggioranza ha portato i primi risultati. È ormai questione di ore, si attende solo l’ufficializzazione delle dimissioni di Andreina Esposito da consigliere comunale. Al suo posto entra, a Palazzo De Fusco, Giuseppe Del Regno che, secondo i ben informati, ha già sottoscritto il cosiddetto “salto della quaglia”: l’accordo che lo porta dritto tra i supporters del primo cittadino.

In fila, dietro Del Regno, sempre riprendendo voci di corridoio, è ormai ufficiale il “ritorno di fiamma” di Stefano de Martino per il capo dell’amministrazione. Il consigliere dissidente, pronto a cospargersi il capo di cenere, sembra disponibile a sostenere a spada tratta la permanenza in giunta di Margherita Beatrice.

Luigi Ametrano, invece, è tra quelli a cui è stato chiesto un soggiorno più lungo in purgatorio, per scontare il peccato del “tradimento”. Solo tra qualche giorno l’entourage di Uliano scioglierà la riserva pronto a riabbracciare il “figliol prodigo”. Passaggio più complicato quello di Maria Padulosi. L’ex candidata sindaco potrebbe essere disponibile ad ammorbidire le sue posizioni per un ruolo di imparzialità e terzietà come quello di presidente dell’assise cittadina. Fino ad oggi, però, “niet” di Robetti all’accordo.

Mercato di riparazione? Restando in tema calcistico vien da rispondere di si. In realtà non saranno solo acquisti quelli che intende fare il sindaco. In cuor suo, provando a leggergli i pensieri e a riportare qualche indiscrezione, pare che Uliano voglia liberarsi di qualche consigliere e ridimensionare il peso di qualche gruppo troppo “esigente”. Il riferimento, ovviamente, a “quelli di Messigno” non fa una piega.