Via d’accesso troppo anguste per far passare le ambulanze, la Croce Rossa di Pompei fa un passo indietro.

Clamoroso dietrofront nel bando di assegnazione di un bene confiscato alla camorra. Il comune di Pompei a settembre 2020 aveva approvato l’atto di indirizzo per attivare la procedura per la concessione del bene per utilizzarlo a fini socio assistenziali.

Due le domande arrivate, ma la proposta migliore è stata giudicata quella della Croce Rossa di Pompei. Sembrava così volgere con un lieto fine la querelle dei mesi scorsi con il forum dei giovani sull’occupazione di Casale Piscicelli. La necessità di trovare spazi adeguati era stata giudicata come prioritaria per volontari e amministrazione.

Quando tutto sembrava ormai deciso, il passo indietro: strade di accesso troppo anguste. Di conseguenza sarebbe difficile far passare le ambulanze. Una decisione che ora lascia nuovamente vacante i locali di via Messigno e costringe l’amministrazione comunale a rifare un nuovo bando di assegnazione. Si tratta di un unico corpo composto da un piano seminterrato, un piano terra, un primo e un secondo piano. "Non solo noi ma anche il comune aveva effettuato dei sopralluoghi. Abbiamo ritenuto opportuno all'epoca dire che quei locali non erano adatti ad ospitare la croce rossa e non se n'è fatto più nulla - ha spiegato Rita Vangone della Cri di Pompei -. Ma si tratta di valutazioni fatte tempo fa, l'amministrazione ne era a conoscenza da tempo". 

Diverso il parere dell'assessore Vincenzo Mazzetti: "Ci siamo prodigati per la pubblicazione di questo bando, anche in tempi piuttosto rapidi, ma la decisione di fare un passo indietro ha avuto come conseguenza una grossa perdita di tempo da parte dell'amministrazione. Nel frattempo quei locali resteranno vuoti".

Nel frattempo, la Croce Rossa, che sta attualmente prestando il suo servizio in misura prioritaria presso l’hub vaccinale, ha occupato alcuni locali dell’ufficio anagrafe a Piazza Schettini.