‘La ricerca non ha prodotto alcun risultato’. Questa è la dicitura se dall’albo pretorio del comune di Pompei si cercano le determine. Nonostante le norme impongono la trasparenza, il sito ufficiale dell’ente resta datato, per la maggior parte degli atti, agli anni scorsi.

Secondo la legge 69 del 2009 (che prevede ‘disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile’, ndr.) le pubbliche amministrazioni hanno l’obbligo di pubblicare atti e provvedimenti amministrativi nei propri siti informatici. Eppure, se si va nella voce ‘albo pretorio’ del sito pompeiano, si sceglie come tipologia dell’atto la determina, si scopre che l’ultima pubblicata risale al giugno 2014. Una mancanza non da poco se si considera la peculiarità dell’atto: le determine, infatti, rappresentano la vita quotidiana della città, le disposizioni dei dirigenti, le spese correnti comprese quelle di personale o anche, banalmente, dei toner e della carta da stampante che consuma il Comune. L’aggiornamento all’anno scorso da l’impressione di una città letteralmente ferma da 9 mesi.

Stessa sorte o quasi nella sezione ‘amministrazione trasparente’. La legge 33 del 2013 (che prevede il ‘riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni’) detta, come allegato, uno schema obbligatorio per tutte le amministrazioni. Lo schema c’è, il contenuto è datato. Tra gli assessori, infatti, risultano ancora la Pirozzi, Sica e Forgione. La sezione ‘consulenti e collaboratori’ è rimasta aggiornata al gennaio dell’anno scorso. Sulle ‘opere pubbliche’ invece la visualizzazione è semplice: non ne risulta alcuna.


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