Pompei, minacciato e aggredito dal figlio: padre anziano costretto a vivere in strada
Continue richieste estorsive per comprare droga. Finisce un incubo durato tre anni, scattano le manette
24-01-2026 | di Redazione
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Un padre anziano costretto a dormire in strada per sfuggire alle continue vessazioni e minacce del figlio tossicodipendente. Un incubo, durato tre anni, a cui hanno messo fine gli agenti del Commissariato di Polizia di Pompei che, su richiesta della Procura di Torre Annunziata, hanno arrestato l'uomo. Maltrattamenti e aggressioni a cui si aggiungono le continue richieste estorsive per comprare la droga. L'ultimo episodio risale all'11 gennaio scorso, quando l'anziano fu costretto a prelevare 20 euro alla Posta per consegnarli al figlio. Ora dovrà rispondere dei reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione.
La svolta è arrivata lel tardo pomeriggio di ieri, quando gli agenti del Commissariato di Polizia di Pompei hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti dell'uomo gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione in danno del padre.
Segnatamente, l’indagato avrebbe rivolto all’anziano genitore, da oltre tre anni, continue richieste di denaro per l’acquisto di sostanza stupefacente, spesso più volte al giorno, reagendo con minacce, danneggiamenti e atteggiamenti violenti in caso di rifiuto.
Le continue vessazioni, violenze e minacce subite ad opera del figlio avrebbero costretto il padre, da circa quattro mesi, ad abbandonare l’abitazione familiare e a vivere in strada, dormendo nella propria autovettura.
Nell’ultimo episodio, avvenuto l’11.01.2026 a Pompei, l’indagato, dopo aver danneggiato l’autovettura del genitore a calci, lo avrebbe costretto a prelevare 20 euro presso uno sportello postale per poi farseli consegnare.
L’attività d’indagine successiva alla denuncia, espletata dalla Polizia di Pompei e coordinata dalla Procura della Repubblica, consistente nell’acquisizione e nell’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza cittadino e nell’assunzione di informazioni dalle persone informate sui fatti, permetteva di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato tali da consentire l’adozione della misura cautelare applicata.
L’indagato, all’esito delle formalità di rito, è stato portato nella Casa Circondariale G. Salvia di Napoli Poggioreale.
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