“Quando un film, una canzone, un'opera d'arte, una carezza e persino un abbraccio sarà più importante di una borsa di marca, allora saremo una società migliore”. Il dispiacere per la morte di Grazia, la 24enne morta a Pompei giovedì scorso continua a essere forte. Una comunità sotto choc, così come amici e parenti della giovane, andata via troppo presto da questa terra.

Lunedì verrà effettuata l’autopsia sul corpo della ragazza. Intanto in città sono apparsi alcuni manifesti che pongono l’attenzione sull’indifferenza, sulla memoria corta dei cittadini e sulle fonti di distrazione che, con il passare del tempo, proveranno a scalfire il ricordo di questa tragedia.

“Abbiamo additato un nemico inesistente, lo abbiamo chiamato mostro, malvagio, abbiamo provato rabbia, odio, amarezza, siamo rimasti scioccati, abbiamo perfino imprecato la pena di morte – è scritto nel manifesto -. Ma quello strano mostro, che vogliate o no, si chiama società, a cui tutti per forza apparteniamo e a cui tutti in un modo o nell'altro dobbiamo piacere. Mascherarci in silenzio, per essere ben accetti. Guardiamoci bene in faccia, fra poche ore dimenticheremo, perché sarà la prossima réclame a distrarci. Siamo tutti un po' Grazia. Che la terra sia lieve”.

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