POMPEI. "Dacci i soldi, sennò ti diamo fuoco con l'alcool". Rapinarono una povera pensionata di 73 anni: condannata la gang in stile "Arancia Meccanica".

I giudici del tribunale di Torre Annunziata hanno inflitto 9 anni di reclusione a Massimo Memoli; 8 poi ad Aniello D'Auria. Condannati anche Armando Vitiello (7 anni), il "basista", e Giuseppe Annaruma (6 anni). I quattro erano accusati - a vario titolo -  di rapina aggravata, minacce, sequestro di persona. 

Il 25 febbraio 2015, la banda entrò in azione in piena notte, irrompendo nella casa abitata da Teresa Mariano, 73enne di Pompei. I rapinatori cercavano un bottino da un milione di euro. Bottino che però non esisteva: la gang così dovette accontentarsi di bigiotteria dallo scarso valore.

“Dacci i soldi, sennò ti diamo fuoco”. Con questa frase, la vittima, professoressa ormai in pensione, venne più volta minacciata dalla banda. La minaccia, secondo quanto ricostruito dalle indagini coordinate dai carabinieri della stazione di Pompei (maresciallo capo Antonio Canino), partì da Massimo Memoli, tra i più attivi del commando. Armando Vitiello e Giuseppe Annarumma, secondo l'accusa, erano rispettivamente il "basista" e il "palo" del gruppo.

La povera 73enne, dopo un brusco risveglio dalla rapina subita, svelò poi agli investigatori i dettagli di una notte da vero incubo. “Erano in tre, entrarono in casa a volto coperto. Uno era di corporatura più esile, gli altri due più vigorosi”. “Uno di loro – così ancora la vittima ai carabinieri - vedendomi in difficoltà, mi tolse lo scotch dalla bocca e mi disse di non urlare. Altrimenti, lui mi avrebbe sparato con una pistola”.