“Due anni fa a Pompei presi arbitrariamente questa pietra da terra…è terra vostra, non mia ed è giusto che ritorni dove è stata ‘rubata’. Chiedo umilmente scusa”. Queste le parole scritte in una lettera arrivata al Comune di Pompei pochi giorni fa.

Non è la prima, volta, purtroppo, che i visitatori degli scavi hanno la malaugurata idea di trasformare i reperti archeologici nei propri personali souvenir. Ma la lettera arrivata alla Casa Comunale, scritta a mano, mostra un vero dispiacere da parte del ladro anche se non sono chiare le motivazioni che hanno spinto l'uomo, o la donna, a riconsegnare la pietra  - molto probabilmente proveniente dal muro perimetrale di una casa romana -  se non i morsi di un rimorso lungo due anni.

 “Purtroppo, trafugare i reperti dalle aree archeologiche è diventata una deprecabile prassi – ha dichiarato il Sindaco Carmine Lo Sapio -  Chissà quante persone si sono macchiate dello stesso crimine pensando al contrario di fare un gesto innocuo, senza rendersi però conto di fare un torto alla storia e di contribuire alla deturpazione di un patrimonio culturale immenso. Invito costoro alla redenzione  e a riconsegnare a noi o direttamente alla Soprintendenza archeologica i reperti trafugati”.