“Non si può morire per un parcheggio”. E’ il commento dei colleghi di Maurizio Cerrato, barbaramente ucciso in un’autorimessa di Torre Annunziata.

Cerrato, custode al Parco Archeologico di Pompei, sognava il traguardo della pensione. Magari una festa con i suoi amici e colleghi, invece tutti i suoi sogni sono stati spezzati in una notte di primavera.

Oggi gli scavi hanno riaperto. Una riapertura dal sapore amaro dopo la tragedia. È difficile dimenticare papà coraggio: “Non lo conoscevo al di fuori del lavoro - commenta un collega - ma siamo molto addolorati per la sua morte. Non si dovrebbe morire così”.

Sulla riapertura invece: “Oggi abbiamo registrato circa 300 ingressi. Siamo abituati a ben altri numeri -commenta un’impiegata in biglietteria - ma non ci possiamo lamentare vista l’emergenza sanitaria. Oggi è solo martedì, magari andrà meglio nei giorni a venire”.

Prova a vedere il bicchiere mezzo pieno il neo direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel: "Bellissimo rivedere i turisti e le famiglie in giro per il parco archeologico che torna ad essere vissuto nelle domus e nei percorsi aperti. Speriamo che i turisti diventino sempre di più nei prossimi mesi. Questo di oggi è un segnale incoraggiante.

Come sempre all’ingresso del Parco Archeologico, pronte le guide turistiche per mettersi finalmente a lavoro dopo mesi di stop ma le cose non sono andate per niente bene: “Siamo qui da stamattina ma non abbiamo lavorato per niente - dice Massimo - solo qualche collega è venuto ma con prenotazioni precedenti. È un momento molto difficile per il nostro lavoro”.

La ripresa risulta essere molto lenta per il comparto turistico, che si incontrerà sabato 1 maggio in piazza Bartolo longo, in una manifestazione per sottolineare i diritti della categoria.

la riapertura