POMPEI. Assolta "per non aver commesso il fatto" anche la presunta mandante: incredibile la svolta nel processo per il fallito agguato ai danni di Vincenzo Tufano. Ieri pomeriggio, i giudici della quinta sezione della Corte d'Appello di Napoli hanno capovolto la sentenza di primo grado, scagionando in toto Lucia Casciello (di 41 anni, nella foto), ex moglie della vittima predestinata ed assistita dall'avvocato Sergio Cola.

Non fu dunque lei la mandante. Così come Vincenzo F. - all'epoca dei fatti 17enne - non fu il presunto attentatore. Il giovane del rione Penniniello di Torre Annunziata, difeso dal penalista Roberto Cuomo, tre settimane fa era stato infatti assolto, con la stessa formula, dal tribunale dei Minori di Napoli (leggi qui).

Il caso scosse l'hinterland torrese nel 2014, quando finirono in manette il minorenne e la Casciello, accusati del tentato omicidio di Tufano e con ruoli ben precisi. Se per il giovanissimo, indicato come “baby-killer” dall'accusa, era stata decisiva una perizia balistica, per la donna la difesa invece si è basata sulle contraddizioni emerse dai racconti dei testimoni, e sull'assenza di prove schiaccianti.  In primo grado, la Casciello era stata condannata alla pena di 8 anni di reclusione.  

La vicenda risale alla notte tra il 9 e il 10 agosto 2014, quando un uomo armato, con il casco integrale e indossando guanti neri, piombò in sella ad uno scooter in via Giuliana, a Pompei, all'esterno del locale "Balla coi Lupi". L'obiettivo del raid era proprio Vincenzo Tufano, che si salvò miracolosamente. Dopo l'esplosione di un colpo andato a vuoto, l'arma s'inceppò ed il killer fuggì via.

Da lì poi la denuncia e l'avvio delle indagini. Infine, il racconto di un amico dell'uomo, che agli inquirenti spiegò come l'ex moglie di Tufano l'avesse avvicinato, chiedendogli informazioni per acquistare una pistola. Al rifiuto dell'amico, la donna era scomparsa. Ma quel racconto non ha retto. E per il tentato omicidio, in via Giuliana, tutti sono andati assolti.