Cosa nota è che i libri siano un perfetto strumento per veicolare contenuti culturali. Ancora più vero lo è se questi stessi libri hanno per protagonisti luoghi celebri della storia mondiale. È quello che è accaduto nel 1834, quando lo scrittore e drammaturgo Edward Bulwer-Lytton dette alle stampe una delle sue opere più famose. Il romanzo storico The Last Days of Pompeii, conosciuta in italiano come Gli ultimi giorni di Pompei. Che qualcuno in questi ultimi anni si sia preso la briga di rileggere il volume dello scrittore inglese è poco probabile, ma le pagine del suo romanzo, la tormentata storia d’amore che racconta, ma soprattutto, il luogo, Pompei hanno contribuito attraverso i suoi adattamenti cinematografici a costruire l’immaginario collettivo nei confronti di un'intera città.

La cui storia, infatti, si sviluppa secondo una trama così forte, intensa e drammaticamente coinvolgente che Pompei è stata conosciuta in tutto il mondo. Ogni notizia che la riguarda appassiona i lettori, visto che ogni nuova scoperta ha caratteristiche peculiari così stupefacenti e incredibili che non può che coinvolgere i lettori. Come l’eccezionale ritrovamento di un cavallo negli ambienti della villa di Civita Giuliana.

Al fascino di Pompei non sfuggì neppure Sergio Leone che nel terzo film, adattamento cinematografico di quel primo romanzo dedicato alla città, portò a compimento l'opera già iniziata dal regista Mario Bonnard. Fu proprio un film, con Pompei protagonista, a rappresentare il debutto alla regia del celebre cineasta italiano. Un fascino a cui non è rimasta immune neppure Hollywood visto che nel 2014 Paul W. S. Anderson immortalò sul grande schermo la drammatica storia dell’amore tra il gladiatore Milo e Cassia, figlia di Marco Cassio Severo, signore di Pompei. Un libro e tanti film, dunque, a cui si aggiunge un’opera fondamentale per la comprensione della città nella sua rigorosa dimensione storica. Nel 2014 Alberto Angela dedicò alla città il suo I tre giorni di Pompei, una ricostruzione del destino di Pompei attraverso il contributo di archeologi e vulcanologi.

Tanti film e libri e in un’epoca in cui la divulgazione dei contenuti culturali non sfugge neppure agli appassionati di intrattenimento ludico, anche un videogame. Proprio così, un videogioco sviluppato qualche anno fa dalla Imago M di Napoli dal titolo inequivocabile di Pompeii MTC che propone al giocatore un percorso nell’antica città di Pompei con accurate ricostruzioni storiche e archeologiche e ben ottanta ambientazioni urbane diverse. Un’industria, quella del gaming, capace dunque di veicolare contenuti storici e culturali attraverso le meccaniche del gioco e che ha trovato nelle moderne piattaforme di gaming online come Unibet Italia connotazioni ludiche estremamente innovative e appassionanti, in grado di catturare l’utente in un percorso ludico così tanto coinvolgente che gli stessi esperti di marketing e di comunicazione hanno finito col mutuare dal mondo del gaming tecniche e strumenti.

Se da un lato infatti libri, film e come abbiamo visto anche videogame hanno contribuito a far conoscere Pompei in tutto il mondo, il Grande Progetto Pompei ha sfruttato le meccaniche dell'intrattenimento per la valorizzazione e promozione dell’antica città di Pompei. I percorsi interattivi disponibili attraverso applicazioni mobili si trasformano in giochi di ruolo. Ogni applicazione coinvolge il visitatore negli aspetti quotidiani della vita di un tempo, fornendo indizi disseminati nel tessuto urbano, virtuali o fisici, con trame degne di un videogame che si sviluppano lungo snodi narrativi basati su di una rigorosa ricostruzione storica e archeologica della città.

E non poteva mancare un’istituzione di indiscusso valore culturale come il British Museum di Londra tra coloro che nel corso dei secoli si sono interessati alla città di Pompei. Il documentario realizzato dal museo britannico in collaborazione con la Sovrintendenza Archeologica di Napoli è un vero e proprio viaggio suggestivo e appassionante negli attimi antecedenti l’eruzione del Vesuvio. Le antiche città di Ercolano e Pompei sono state ricostruite in 3D grazie alla collaborazione dei massimi esperti del settore che hanno partecipato al progetto. Un documentario trasmesso nelle sale italiane nel Novembre del 2013 e che è stato venduto dal British Museum in Australia, Sud Africa, Brasile, Stati Uniti.