Si allungano i tempi per l'iter processuale che vede tra alla Rosario Frosina, l’ex assessore della giunta Cuomo finito al centro della bufera dello scandalo degli appalti pubblici della città della Reggia. L'uomo della giunta Cuomo è invischiato anche in un' altro procedimento con l’ex Assessore al Patrimonio Pietro Iodici, l’ex responsabile della Giunta Cuomo ai Lavori Pubblici,e l'allora consigliere Ciro Nocerino: accusati di aver minacciato due giovani imprenditori nella gestione di un locale. Per gli inquirenti i due ex assessori avrebbero chiesto a due imprenditori solidi in per la concessione di una piattaforma. Tal procedimento è stato rimandato al sei ottobre . Ma questo non è l'unico problema per Frosina infatti, l'ex assessore è finito nel mirino degli inquirenti insieme con ben ventitre tra dipendenti comunali e imprenditori per “associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, falso ideologico e corruzione”. Secondo l'ipotesi accusatoria l'ex amministratore si sarebbe avvantaggiato del ruolo politico ricoperto nei rapporti con un'attività imprenditoriale di Portici, ovvero di aver “truccato”, e di essersi poi aggiudicati, gare di evidenza pubblica, alle quali i tre avrebbero partecipato mediante imprese a loro riconducibili. Una volta vinto l’appalto, sempre secondo le accuse, gli indagati avrebbero imposto il subappalto dietro pagamento di una tangente. A finire sotto la lente di ingrandimento degli investigatori e della magistratura sarebbero finiti gli appalti affidati dal Comune di Portici tra il 2005-2009, in particolar modo quelli che riguardavano la realizzazione del Museo e dell’Anfiteatro di Villa Mascolo, il restyling di Villa Fernandez e del Circolo nautico, l’adeguamento a sede universitaria di Palazzo Caposele, e la conversione dell’ex scuola elementare di Via Martiri di via Fani. I progetti finiti nel mirino degli investigatori avevano un valore di circa ventidue milioni di euro.