Nel prato antistante  la sede dell’Associazione Libera“Collegamento Campano contro le Camorre”  in Via Diaz a Portici  sono stati piantati  alberi a ricordo di  tre volontari dell’Associazione   venuti a mancare proprio questo anno  Gigi Esposito, Peppe Taglialatela, e Ciccio Capozzi .  Persone di notevole spessore  delle  quali si  è voluto  così  mantenere  un costante  ricordo e un ringraziamento per il loro impegno nel diffondere  la cultura della legalità democratica,  la giustizia sociale  e la  valorizzazione della memoria delle vittime di mafie attraverso l’Associazione Porticese.     

 Per  Libera  Portici   anche questo  secondo anno caratterizzato  dalla   pandemia    che dilaga ancora nel mondo con tutte le sua  gravi conseguenze  la festa della  Liberazione   dell’Italia dalla oppressione nazi fascista , del  25 aprile non è  passata  sotto silenzio .     

Mascherine e distanziamento  per  i  presenti   e volontari che  non sono  voluti mancare  alla celebrazione dell’evento  per mantenerne  viva la memoria e  per tramandare  i valori  fondanti della nuova Italia uscita dalla  guerra con la resistenza e il  coraggio  dei suoi figli e per conservali  a futura memoria  per  le generazioni che verranno .       

Con il  Presidente  del Collegamento Contro le Camorre di Libera Portici Leandro Limoccia,  presenti  Antonio D’Amore referente Provinciale di Libera Napoli  e Bruno Vallefuoco  responsabile  di Libera Memoria Campania.       

“  Nell’ambito dell’anniversario della liberazione   -  ha spiegato il Presidente Limoccia -  vogliamo tracciare pagine di memoria e di giustizia ricordando i nostri tre volontari di Libera Portici. C’è un collegamento con i valori della Liberazione . Ancora oggi diciamo che è  la resistenza che ci unisce attorno a quella prodigiosa stagione di speranza. Quello stesso impegno che ha caratterizzato la vita dei nostri tre compagni di strada che avevano come riferimento essenziale la resistenza e la Costituzione antifascista e con il loro impegno hanno  incarnato il senso di essere i nuovi partigiani di oggi”.       

Con questa iniziativa  è stato promosso il giardino della memoria con una mimosa, un glicine e un acero     ognuno simbolicamente rappresentante la  bellezza , l’amicizia, la modestia e la riservatezza  qualità dei tre volontari e tra tutti e tre  un filo  li  lega  ai martiri che si ricordano il 25  aprile  anche se semplicemente come vittime collaterali  di una guerra  alla quale hanno dato tutto il loro impegno per un Paese finalmente libero  dalla oppressione mafiosa  “ La lotta contro la mafia –  ha concluso  Bruno Vallefuoco  -  è la continuazione della lotta per la libertà”.