Ancora una visita prestigiosa nella sede di Libera Portici presieduta da Leandro Limoccia. Ospite Augusto Cavadi: insegnante, scrittore e consulente filosofico, presidente della Scuola di formazione etico-politica Giovanni Falcone di Palermo, pubblicista per La Repubblica per discutere sul tema “Il nuovo impegno dell’antimafia sociale”.

Egli ha intrattenuto i volontari della sede porticese di Libera sulle tematiche della filosofia come servizio sociale, sulla pedagogia e le prassi educative, la politica e i suoi intrecci mafiosi. La sua origine siciliana lo ha indirizzato fin da giovane età verso l’esigenza di combattere il fenomeno mafioso conducendolo a sviluppare studi sempre più approfonditi sull’argomento di cui ne ha diffuso le caratteristiche i pericoli e i mezzi per combatterlo esortando i cittadini interessati ad impegnarsi contro la mafia e per una partecipazione democratica e una maturazione intellettuale e morale.    

Dunque un uomo che combatte la mafia con strumenti che sono i suoi studi e le sue opere, una su tutte la filosofia che diventa con lui un’attività sempre più a servizio dei non-filosofi uscendo così  dai ranghi istituzionali-accademici  per spalmarsi in una terra quasi devastata dal fenomeno mafioso, ma senza  rinunziare alla propria identità professionale.

Cavadi ha intrattenuto raccontando molti dei contenuti delle sue numerose pubblicazioni il cui filo conduttore offre spunti di conoscenza sul grave fenomeno mafioso, del modo per meglio comprenderlo per combatterlo e capire cosa può fare ciascuno per liberarsi dal dominio mafioso.

“Non si può fare tutto e subito sul fronte dell’antimafia dove si va spesso troppo con il cuore e poco con la testa - spiega Cavadi -. Forti delle nostre esperienze sappiamo che ci vuole comunanza, legame tra cittadini che hanno valori e percorsi simili e utili a tutti e che ci arricchiscono e ci riforniscono di idee, motivazioni e serenità per fare in modo che altri condividano i nostri percorsi così che qualche speranza c’è per affrontare le situazioni difficili”.