All'interno dell'iniziativa “Tre giorni in Villa”, è stata presentata la mostra fotografica a cura del fotografo Andrea Sarno e del giornalista Dario Striano sulle zone periferiche di Portici in via Dalbono. Le dodici fotografie esposte nel salone di Villa Fernandes raccontano il degrado e la precarietà inarrestabile di una vita ai margini della società che tuttavia resiste, si aggrappa ed urla nel deserto delle istituzioni che dimenticano spesso questa porzione di territorio. “Lo scenario rappresentanto è quello delle casette post-sisma in via Dalbono, oggi ridotte a dodici ruderi - spiega Dario Striano, continua - il nostro progetto ha come scopo quello di fotografare il nero ed il bianco, quelle forze positive e la voglia di rivalsa di chi vive in questi contesti. Onde sismiche ha anche un impatto concreto, il ricavato della vendita delle fotografie esposte verrà utilizzato per finanziare il progetto DistUrban di rigenerazione urbana che si interesserà ai quartieri popolari protagonisti degli scatti”. Il sindaco Nicola Marrone ha voluto sottolineare l'impegno delle istituzioni nei confronti di queste realtà che vengono considerate di solito come situazioni esterne alla città: “ E' vero, spesso le istituzioni sono ingabbiate nella macchina burocratica e dimenticano le cose più importanti, quelle che a tutti appaiono marginali, proprio come le periferie. Per questo motivo, tale esperienza è importantissima in quanto serve a scuotere anche le nostre coscienze di politici e rappresentanti. Proprio questa mattina ho incontrato i sidaci di Ercolano e di San Giorgio per il progetto della creazione di una centrale unica di committenza con lo scopo di creare le giuste sinergie per migliorare il collegamento ed in questo modo, inglobare nella città anche le realtà periferiche senza più alcuna distinzione”. All'evento hanno partecipato anche il sindaco Giorgio Zinno di San Giorgio, il consigliere Mauro Mazzone, l'Assessore alla politiche giovanili Fabrizia Guerra e la madre del defunto Ciro Esposito, vittima innocente dell'odio.