Nel segno dell’unità si è svolto nella Fonderia Righetti della settecentesca Villa Bruno a San Giorgio a Cremano l’incontro con il Segretario uscente del Partito Democratico ed ex Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, candidato alle prossime primarie PD del 3 marzo.

Ascoltato il suo programma per l’Italia alla presenza del Sindaco Giorgio Zinno, il vice sindaco e membro dell’assemblea nazionale Michele Carbone e il segretario cittadino Giuseppe Ferrara. Presenti in sala anche l’onorevole Antonio Marciano e l’onorevole Mario Casillo.

In una città in cui il PD da sempre ha governato con un ampio margine di preferenze e dove le esperienze democratiche interpretano da sempre l’idea di partito su cui muove l’azione politica di Martina, ha detto il Sindaco Zinno, “c’è una grande comunità composta da esponenti della società civile, politici, associazioni  che si impegna ogni giorno mettendo insieme i bisogni e gli ideali, serietà e radicamento sul territorio, insomma esperienze che passano dalla retorica dell’attuale governo alla concretezza dei fatti”. 

Martina ha parlato della “esigenza si superare la perenne campagna elettorale su cui si muove sempre il governo e i partiti che lo compongono e chiede alle diverse anime del PD di unirsi per creare un unico grande partito che senza divisioni interne possa rappresentare una reale alternativa al governo giallo verde di Lega e M5S”.

Per Martina i suoi  avversari non sono Zingaretti o Renzi ma sono Di Maio e Salvini, coloro a cui va fatta una reale opposizione per evitare che l’Italia faccia passi indietro rispetto a quanto è stato costruito finora. Primo esempio, ha spiegato Martina, il Reddito di Cittadinanza che ha sostituito il REI e che lascia un grosso punto interrogativo su quello che accadrà nei prossimi mesi in virtù di quanto promesso, oppure le misure a sostegno dell’occupazione e non si  comprende come saranno sostenute le imprese.

E poi si è parlato di mezzogiorno, argomento che sta a cuore a tutti, in quanto “l’Italia senza mezzogiorno e le sue piccole e grandi realtà - ha ribadito il sindaco Giorgio Zinno - non può esistere”.