Pierluigi Savarese cancellò l'app della videosorveglianza del garage dopo l'omicidio Cerrato. E' questo il particolare emerso nel corso dell'udienza avvenuta questa mattina alla Corte d'Assise di Napoli.

A sverlarla è stato l'ingegnere Carmine Testa, incaricato dalla Procura di Torre Annunziata, di recuperare le immagini di quella maledetta ora del 19 aprile del 2021. In quell'occasione Maurizio Cerrato fu ucciso da quattro belve per un parcheggio, in via IV Novembre a Torre Annunziata. Imputati per l'omicidio Giorgio e Domenico Scaramella e Antonio e Francesco Cirillo (quest'ultimo ai domiciliari).

Il sequestro del telefono di Pierluigi Savarese, coinvolto nel procedimento per favoreggiamento assieme al fratello Alessandro che si sta svolgendo al tribunale oplontino, è avvenuto il 28 aprile. Mentre l'incarico è stato conferito a Testa il 5 maggio. Un lasso di tempo, che per poco ha permesso al perito di reperire almeno i frame dell'accaduto.

Il proprietario del Max Garage aveva, infatti, cancellato le prove su pressione di Giorgio Scaramella. Ma il lavoro svolto dall'ingegnere ha permesso in parte la ricostruzione del delitto, coinvolgendo tra l'altro anche Francesco Cirillo, scambiato inizialmente da Maria Adriana Cerrato, unica testimone oculare, per Antonio Venditto a causa di uno sdoppiamento della persona.

"Il video, così come l'app, non era più presente nel del telefono -ha affermato Testa- Ma nella cache, una memoria temporanea presente all'interno dello smartphone, erano ancora presenti dei frame che il Savarese aveva visualizzato in passato. Così siamo riusciti a recuperare tutte le immagini mettendole assieme tramite un sofware. Non so dire quando precisamente ha cancellato l'applicazione".

 


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