“Gragnano e i suoi cittadini hanno bisogno di riscoprire le proprie radici e recuperare il senso di identità. Per farlo bisogna puntare sulla cultura, riscoprendo la storia della nostra città e dei monumenti che custodisce”.

Nel suo patto con la città, Nello D’Auria mette la cultura al centro di tutto. Da qui si può, ripartire, più forte di prima, per dare a Gragnano la spinta necessaria per essere riconosciuto un autentico tesoro vivente. Un bene prezioso che ci riconoscono in tutto il mondo.

“Gli studi archeologici – ha spiegato D’Auria - ci consegnano un destino ‘segnato’ dal vino che già all'epoca dei romani veniva prodotto nella Villa Carmiano ed esportato in tutto il mondo allora conosciuto”. Ecco perché per D’Auria sarà “importante recuperare l’area archeologica di Villa Carmiano, nelle cui aree limitrofe immaginiamo la realizzazione di luoghi didattici che permettano anche alle nuove generazioni di avvicinarsi a questi temi. Un lavoro coordinato con la Soprintendenza in cui saranno coinvolti professionisti, giovani e alunni delle scuole della nostra città. Il tutto attraverso una didattica che sappia anche stare al passo con i tempi, grazie al bookcrossing, installando piccoli box lungo le strade di Gragnano, magari sui luoghi di interesse e in prossimità delle parrocchie, dove sarà possibile scambiare libri”. Spunti decisi per conciliare il recupero della storia antica mettendo in rete il turismo, specie quello archeologico, con il motore trainante dell’economia gragnanese, il food.

Villa Carmiano non sarà l’unico tassello di questo progetto. Accanto a essa, è previsto il recupero dei locali ipogei del chiostro di Sant’Agostino, sul modello delle catacombe di San Gennaro, prevedendo il coinvolgimento di cooperative di giovani. E ancora la riqualificazione del borgo medievale di Castello, con la sua chiesa dell’Assunta, unico edificio di Gragnano riconosciuto Monumento Nazionale. E, ovviamente, il recupero dei mulini per iniziare la procedura di riconoscimento Unesco per la Valle dei Mulini. “Abbiamo immaginato la valorizzazione di questi tesori – ha continuato D’Auria - tenendo ben presente della necessità di un loro recupero organico, che sappia conciliare esigenze culturali, turistiche e locali, promuovendo le produzioni dei questo territorio, sull’esempio degli scavi di Pompei e della Piscina Mirabilis di Bacoli. Dobbiamo guardare con spirito di apprendimento dalle eccellenze delle altre città, ma anche stringere intese. Ecco perché tra i punti del mio progetto c’è anche quello di recuperare la cultura dei ‘borghi fortificati’ della Repubblica Marinara, sancendo un gemellaggio con la città di Amalfi”.

Infine i luoghi della cultura. “Non esiste una città senza luoghi e spazi ideati per proporre cultura – ha concluso D’Auria -. In questa direzione va la volontà di pianificare e ricercare fondi per la realizzazione di un teatro che rispetti gli standard urbanistici previsti dal Piano Urbanistico Comunale. Luoghi in cui si possano suggellare eventi che sappiano richiamare le nostre antiche tradizioni come le ‘pacchianelle’, il ‘giovedì e il venerdì santo’ e il ‘presepe vivente’ e l’arte presepiale. Ma anche attivare sul portale istituzionale del comune un’anagrafe speciale per menzionare tutti i personaggi più celebri di origine gragnanese o che semplicemente abbiano visitato la città. Grazie al senso di identità, alla riscoperta della sua storia e dei suoi monumenti, Gragnano può tornare a respirare cultura”.


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