Pronto soccorso di Boscotrecase, in 50 al flashmob per la riapertura
Scarsa affluenza davanti all’ospedale. Rassicurazioni sui lavori, il Nucleo Operativo non demorde: “Fate presto”
27-09-2025 | di Marco De Rosa
VERSIONE ACCESSIBILE DELL'ARTICOLO
Solo una cinquantina di persone stamattina erano presenti dinanzi all’ospedale di Boscotrecase per chiedere la riapertura del Pronto Soccorso. La battaglia per riportarlo in funzione però continua nonostante la rassegnazione dei cittadini. Stamattina, davanti all’ospedale Sant’Anna, il Nucleo operativo ha organizzato un flash mob che ha visto la partecipazione di poco più di 50 persone: numeri ben lontani dalle mobilitazioni del passato.
Gli attivisti hanno riferito le rassicurazioni arrivate dal direttore sanitario, secondo cui i lavori sarebbero ormai al termine e sarebbero previsti anche nuovi reparti. Nel frattempo, però, l’assenza del presidio continua a pesare su oltre 100mila cittadini, costringendo le strutture di Castellammare e Torre del Greco a reggere un carico sempre più insostenibile, con disagi e tempi di attesa più lunghi. Senza contare il vero problema che affligge ormai da anni i presidi sanitari: la mancanza di personale e i bandi andati deserti.
Sanità. De Luca: 'Su crisi Pronto Soccorso intervenga il governo'
Il piano del governatore per uscire dallo stallo
Il presidente Bruno Ausiello ha ripercorso le tappe del movimento e ringraziato le forze dell’ordine per il supporto. Poche le presenze istituzionali: solo alcuni consiglieri comunali di Torre Annunziata hanno voluto portare solidarietà.
“Non siamo tantissimi, ma siamo le persone giuste per far sentire la nostra voce. Ringraziamo anche chi, da territori lontani dal nostro, ha scelto di mobilitarsi al nostro fianco – ha dichiarato il presidente del Nucleo Operativo Bruno Ausiello -. L’assenza del pronto soccorso qui pesa enormemente e non riguarda solo la nostra comunità. Si ripercuote anche sugli altri comprensori. Alla chiusura si aggiunge la cronica mancanza di personale, che rende impossibile gestire l’ampia platea di utenti. La nostra non è una battaglia contro qualcuno – ha precisato -, ma contro un sistema che, durante il Covid, ha permesso la chiusura del pronto soccorso e il trasferimento dei nostri operatori in altre strutture. Quel personale che prima era qui, dov’è finito? Ci battiamo perché il diritto alla salute è un diritto di tutti. Invitiamo tutti a unirsi a noi, affinché questa lotta possa continuare con maggiore forza. Non vogliamo più sentir parlare di una riapertura ‘a breve’. Esigiamo tempi certi e rassicurazioni concrete”.
Sondaggio
Risultati





