Ha pubblicato foto hard sul profilo della sua ex. Non ha accettato la fine della loro storia d’amore e ha pensato di vendicarsi pubblicando foto oscene che ritraevano la donna in atteggiamenti intimi.

Condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi Vincenzo Vito, un 50enne di Pompei. Secondo il giudice Fernanda Iannone del tribunale di Torre Annunziata è responsabile del reato di sostituzione di persona, diffamazione, pubblicazioni e spettacoli osceni. Anche se sostanzialmente si tratta di un caso di “revenge porn”, il reato all’epoca dei fatti non era ancora entrato in vigore. Nel 2014, infatti, non era ancora in vigore la nuova legge per tutelare le donne vittime di questo reato.

Le indagini presero avvio dopo la denuncia sporta dalla vittima, una 51enne della provincia di Lecce. La donna, difesa dall’avvocato Giancarlo Sparascio, denunciò il grave episodio avvenuto il 16 ottobre del 2014. La signora raccontava che a scoprire tutto per primo fu il fratello. Poi anche gli amici, che hanno ricevuto su facebook una richiesta di amicizia da un profilo che riportava il nome della vittima. Solamente dopo alcuni giorni, il popolare social network ha rimosso i contenuti hard. Proprio su questo punto l’avvocato Sparascio si è concentrato più volte per mettere in luce anche le responsabilità degli amministratori di Facebook sulla verifica dei contenuti, non approfonditi dalla Procura. La denuncia querela presentata contro Mark Zuckerberg, mettendo in luce la complicità del social network per non aver controllato e rimosso i contenuti ma anzi di avere consentito la riattivazione di un profilo che era stato già oggetto di oscuramento.

Il motivo alla base del gesto folle è stato quello della fine della loro storia d’amore, iniziata nel settembre 2013 e interrotta nell’estate successiva. Accusato di essere troppo possessivo, si è vendicato pubblicando materiale hard della sua compagna. Una storia che ora attende anche il secondo atto, con il processo in appello.