La lotta allo spaccio di droga si evolve, così come le tecniche dei pusher, che sfruttano sempre più le nuove tecnologie per eludere i controlli delle forze dell'ordine. L’ultimo caso arriva da Sorrento, dove i carabinieri hanno scoperto l’uso di un’applicazione per smartphone, Zangi, per gestire le vendite di droga in totale riservatezza.

Si tratta di un applicativo commerciale progettato per la messaggistica sicura, caratterizzato dall’autodistruzione automatica dei messaggi dopo pochi secondi. Un sistema che permetteva agli spacciatori di comunicare tra loro senza lasciare tracce digitali. Tuttavia, l’efficacia investigativa dei militari ha permesso di smascherare questa nuova frontiera del crimine e incastrare uno degli spacciatori in azione.

G.S., 40 anni, originario di Torre Annunziata, è stato arrestato in flagranza di reato mentre spacciava cocaina nei pressi di alcuni locali della movida sorrentina. Al momento del fermo, l’uomo aveva con sé 14 dosi già pronte per la vendita. Il Gip ha convalidato l’arresto e disposto per lui la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Le indagini, ora, si concentrano su eventuali collegamenti con reti di spaccio più ampie, per comprendere se l’uso di queste app crittografate sia diffuso tra altri gruppi criminali del territorio. Un segnale chiaro di come la criminalità si adatti rapidamente alle innovazioni tecnologiche, rendendo sempre più complesso il lavoro degli inquirenti.

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