Il vero tema è che in città c’è un’atavica difficoltà all’affermazione dell’imprenditoria privata. La sfida è affrontare le emergenze e creare prospettive”. Un lungo monologo quello del sindaco di Torre Annunziata, Giosuè Starita, interrotto solo da una domanda sull’intesa per l’occupazione con Leroy Marlin sollevata dal consigliere Domenico Ossame. Quello del primo cittadino è stata quasi l’unica voce che si è sentita durante un’ora e mezza di consiglio comunale dove, per la maggiore, si è visto solo una levata di mani che hanno approvato a maggioranza i 17 punti all’ordine del giorno, di cui 13 debiti fuori bilancio.

Un’assise che è rimasta silenziosa quando il presidente Di Donna ha messo ai voti il prelievo sul fondo di riserva per 82 mila euro, serviti a finanziare il prolungamento della mostra degli ori di Oplonti fino ad agosto. Stessa scena, con i consiglieri muti, quando l’assessore al bilancio, Luigi Carillo, ha chiesto il voto sul rendiconto della gestione 2015, con una relazione flash, da un minuto, che ha fatto leva solo sul fatto che “l’amministrazione non ha speso nulla in termini di rappresentanza”. Infine, la stampella di Anzalone e Iapicca, quest’ultimo spalla fissa della maggioranza, quando in aula sono rimasti solo 14 consiglieri a votare una parte dei debiti dell’Ente. Senza di loro il consiglio si sarebbe sciolto prima e gli ultimi punti rimandati a data da destinarsi.

IL PROBLEMA OCCUPAZIONE. “Non possiamo pensare di sopperire da soli alla domanda dei disoccupati che viene dalla città”. Un intervento molto più breve del solito, quello di Lello Ricciardi, capogruppo del Pd, proprio prima che il sindaco prendesse la parola per il lungo excursus su occupazione ed imprenditoria privata.

Il terreno della discussione è stato l’approvazione della clausola sociale, già passata in giunta, ed arrivata oggi al voto dei consiglieri. “L’abbiamo inserita anche nel recente appalto al cimitero”, ha detto Starita che è passato poi alla disamina della questione disoccupazione. “Abbiamo difficoltà a far emergere l’imprenditoria privata a differenza di quanto accade nei comuni vicini. Recentemente, ad un bando di Sviluppo Campania sono giunte solo 5 domande da Torre, di cui 3 approvate”.

La ricetta per il sindaco è "creare infrastrutture che portino investimenti stabili. Occorre favorire l’imprenditoria del territorio che genera occupazione fissa, come quella dei lidi che sono una ricchezza”. Di qui il progetto di riqualificazione del waterfront, finanziato con il prestito Jessica: “Il rinnovamento dei 38 arsenali, sotto il trincerone ferroviario, e la loro assegnazione può essere volano di nuova occupazione”.

FLOP ZFU? “Nella Zona Franca Urbana il riscontro c’è stato ma non come ci aspettavamo”. Un solo passaggio, poche parole, quelle del primo cittadino, in netto contrasto con i toni trionfalistici che ha usato fino a qualche mese fa, tutte le volte che ha passato in rassegna il risultato della Zfu. Mai una relazione sul famoso riscontro che immaginava l’amministrazione Starita. Il nulla, ovviamente, sui risultati ottenuti. Solo parole vaghe, senza alcun supporto numerico.

LEROY MERLIN. Infine la questione occupazione locale nel parco commerciale di via Andolfi, ormai posta nel dimenticatoio, e rispolverata dal consigliere Ossame. “Leroy Marlin non aveva alcun obbligo di occupazione ma poteva andare molto meglio”, ha risposto il numero uno dell’amministrazione che ha concluso: “Per i lavori alla bretella sono stati assunti alcuni tra gli espulsi dal ciclo produttivo e tra quelli in mobilità”.


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