''La definizione del processo a carico di quindici imputati per il crollo del palazzo edificato sulla Rampa Nunziante avvenuto il 7 luglio 2017 segna un importante traguardo raggiunto dal tribunale di Torre Annunziata e dalla locale Procura della Repubblica''.

A dirlo è il presidente del tribunale di Torre Annunziata, Ernesto Aghina, che commenta così la conclusione del primo grado relativo al cedimento nel quale persero la vita otto persone.

''Le difficoltà intrinseche - prosegue il presidente del palazzo di giustizia di Torre Annunziata - nella gestione del dibattimento di non agevole conduzione, caratterizzato da un elevato numero di imputazioni (24) e di testimoni (oltre 120), l'intrinseca difficoltà di una fattispecie 'tecnica', sono state gestite con adeguata professionalità ed esperienza seguendo un calendario che ha visto la celebrazione, dal marzo 2019, di ben 40 udienze, di cui alcune svolte presso l'aula bunker di Napoli durante la pandemia, per problemi logistici delle aule del tribunale oplontino''.

''Grazie anche alla rimarchevole collaborazione dei numerosi difensori impegnati nel processo - conclude Ernesto Aghina - si è pervenuti a sentenza in poco più di due anni, un arco temporale che sarebbe stato ancora più breve senza la forzata sospensione dell'attività giudiziaria derivante dal lockdown sanitario. Si tratta naturalmente di un accertamento di primo grado, ma resta il compiacimento per aver offerto una risposta alla forte e comprensibile domanda di giustizia che imponeva tempi consoni alla peculiarità di una tragica vicenda che ha gravemente segnato il territorio del circondario''.

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