“Mario Menichini era ossessionato da Massimo Lafranco”. Al processo per il crollo di Rampa Nunziante è stato il turno dei testimoni indicati da Elio D’Aquino, avvocato difensore di Massimo Lafranco.

LA POSIZIONE DI BONZANI. Quella odierna doveva essere l’udienza nella quale avrebbe dovuto parlare l’imputato Massimiliano Bonzani. Nell’ultima seduta l’architetto fu indicato da Gerardo Velotto quale direttore dei lavori nel proprio appartamento. Accuse alle quali l’architetto, tramite i propri legali Luciano Bonzani e Gennaro Ausiello, ha preferito non rispondere. “Per noi valgono le dichiarazioni già rese dal nostro assistito in fase di indagine”. Nel frattempo è stato acquisito dal giudice Todisco anche un fascicolo con il progetto di ristrutturazione (mai avviato), stilato dallo stesso Bonzani, dell’appartamento di Velotto in via Pagliarone.

LE PAROLE DI SCOGNAMIGLIO. Il primo testimone chiamato a deporre è stato Vincenzo Scognamiglio, l’uomo che ha fatto conoscere Mario Menichini e Massimo Lafranco, alle fine del 2016. Il teste, marito della proprietaria del bar di via Boselli, ha duramente attaccato il superteste della Procura. “Menichini si affidò a Lafranco perché aveva alcuni problemi con il suo vecchio bar. L’avvocato gli disse che era necessario pagare alcuni conti in sospeso: dopo ciò, Mario cominciò a criticare Lafranco accusandolo di stare perdendo l’attività a causa sua. I nostri rapporti si sono rotti nel momento in cui gli ho negato un prestito”. Poi ha smentito di essere intervenuto dopo il post su Facebook pubblicato pochi giorni dopo il crollo della palazzina, e poi cancellato dallo stesso Menichini, nel quale coinvolgeva Lafranco. “Io lo chiamai soltanto per dirgli che l’avvocato voleva denunciarlo e per calmare la situazione ci fu un incontro anche con il padre, che disse che il figlio non era affidabile. Poi l’alterco fu chiarito”. Infine ha anche parlato di minacce ricevute. “Mi ha telefonato avvisandomi che avrebbe denunciato alla Guardia di Finanza sia me che la mia famiglia e che avrebbe voluto vedermi finito assieme a Lafranco”.

LE PAROLE DELL’AVVOCATO CHIERCHIA.  Dopo la deposizione di Antonio Leveque è stato il turno dell’avvocato Virginia Chierchia. Lafranco l’aveva presentata a Menichini per occuparsi sempre della situazione del suo vecchio bar. La legale ha rivelato di una lite avvenuta nell’ottobre del 2017. “Entrambi erano praticamente ossessionati da Massimo Lafranco e gli addossavano colpe che lui non aveva. Così nel pieno del procedimento decisi di abbandonarli e li mandai via in malo modo dal mio studio”.