Parola ai periti delle parti civili al processo sul crollo di Rampa Nunziante. Nel corso dell’udienza dell’11 dicembre 2019 al banco dei testimoni ha parlato l’ingegner Santolo Cirillo, come consulente presentato dalla famiglia Cuccurullo. Rispondendo alle domande dell’avvocato Gennaro Bartolino, il perito ha dissentito sulla causa scatenante del crollo rispetto alla tesi della procura redatta dai professori Augenti e Prota.

“E’ fuori dubbio che l’edificio avesse subito un fenomeno di cedimento per effetto di comportamenti avventati. A mio parere, però, c’è stata la crisi di due puntelli posizionati sotto le piattabanda nell’appartamento al secondo piano. Di questi due, uno era particolarmente caricato”. Sono giunto a questa conclusione sia per la deformazione che avevano assunto i puntelli, che dalle testimonianze degli abitanti del palazzo che non hanno avvertito rumori nei giorni precedenti alla tragedia. Si è così creata una crisi da carico di punta”. Un equilibrio precario insomma, secondo l’ingegnere, che poteva saltare “anche con il peso di un uccellino”.

Differente anche il punto di vista dell’ingegnere Massimo Acanfora, consulente di parte della famiglia Guida. Durante la deposizione fornita il 22 gennaio 2020 ha così risposto alle domande dell’avvocato Cuosta.

“Sul maschio murario 3 gravava un peso di circa 50 tonnellate. Inoltre era stato ridotto di sezione- ha affermato Acanfora- Questa manomissione ha certamente influito sul crollo, non avrebbe potuto sopportare il peso della struttura”.

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