Scintille in Aula al processo sul crollo di Rampa Nunziante. Botta e risposta infuocato tra la pm Ambrosino e i legali di Bonzani. A cinque mesi dall’ultima udienza è ripreso questa mattina il processo per stabilire la verità sulla tragedia del 7 luglio 2017.

A deporre in aula è stato il consulente tecnico dei legali di Massimiliano Bonzani, l’ingegnere Caterina Giagniuolo. Sono state proprio le dichiarazioni del perito di parte ad innescare la polemica tra la pubblica accusa e gli avvocati dell’architetto. “A causare il collasso dell’immobile è stato lo schiacciamento e la riduzione del maschio murario – le parole della Giagniuolo, confermando di fatto la tesi dei periti della Procura Nicola Augenti e Andrea Prota. – “Sarebbe stato necessario puntellare l’intera zona di solaio per scaricare il peso della struttura o, in alternativa, effettuare una verifica di staticità per essere sicuri che quel solaio avrebbe retto”.

Momenti di tensione tra il pubblico ministero Andreana Ambrosino e i legali quando la teste ha dovuto individuare, secondo la propria tesi, il punto esatto dello schiacciamento. L’ingegnere ha avuto qualche esitazione suscitando la reazione del pm: “Bisogna essere precisi – le parole del magistrato – in quanto lei ha affermato di un maschio murario situato nell’angolo, mentre il maschio murario num. 3 si trovava sulla parete nord dell’edificio”. Confronto che non ha lasciato indifferenti gli avvocati Luciano Bonzani e Gennaro Ausiello, accusati dalla pm di scorrettezza. 

L’unica differenza nel racconto tra il perito dei legali di Bonzani e i periti della Procura è nella presenza dei segni evidenti di schiacciamento. Secondo Augenti e Prota i segni erano visibili alcuni giorni prima, mentre per la Giagniuolo “il quadro fessurativo si sarebbe manifestato solo alcune ore prima della tragedia. “Quel maschio murario è collassato in troppo poco tempo e i mattoncini posti per cercare di limitare i danni non sono stati sufficienti. In ogni caso – ha concluso l’ingegnere - se le avessi viste, da quel palazzo sarei fuggita a gambe levate”.

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