Continuano le arringhe della difesa al processo sul crollo di Rampa Nunziante. Domani mattina, al tribunale di Torre Annunziata, è prevista una nuova udienza.

Si comincerà con la consegna delle memorie di Rosanna Vitiello, moglie di Massimo Lafranco e imputata anche lei nel procedimento, da parte dell’avvocato Elio D’Aquino.

Poi sarà il turno dell’arringa difensiva di Luciano Bonzani e Gennaro Ausiello, legali di Massimiliano Bonzani (nella foto). L’architetto, ritenuto dall’accusa il direttore occulto dei lavori al secondo piano, è stato colui che ha subito la richiesta di pena più pesante da parte del pm Andreana Ambrosino. Ben 14 anni di reclusione e 5 di interdizione dai pubblici uffici, con impossibilità a svolgere la professione.  Il pubblico ministero utilizzò parole durissime, nei confronti dell’architetto, nel corso della requisitoria. “E’ uno dei principali colpevoli- affermò- Perché il dolo è stato compiuto con modalità subdole e insidiose”. Al suo team di avvocati il compito di provare a smontare la tesi della Procura.

Successivamente a parlare sarà Francesco Schettino, avvocato difensore di Aniello Manzo. Anche la posizione dell’architetto, proprietario degli appartamenti al quarto piano, è piuttosto delicata. Il pm per lui ha infatti formulato la richiesta di 13 anni di reclusione, oltre alle interdizioni. Manzo, per l’accusa, era “materialmente dietro le spalle di Bonzani in tutte le vicende del palazzo ed aveva assunto di fatto la direzione dei lavori al secondo piano”.