Riportata alla luce la Madonna del Pescatore a Ercolano. Sono stati i palombari del Raggruppamento Subacquei e Incursori della Marina Militare a riportare in superficie la statua, che si trova presso il Santuario sottomarino di Ercolano sul fondale a largo di Punta Quattroventi.

La statua è stata presa in consegna dalla Parrocchia di Santa Maria di Loreto e in queste settimane sarà sottoposta ad una serie di interventi di pulizia e restauro in vista della Festa della Madonna del Pescatore e del Subacqueo che come da tradizione si terrà nel mese di settembre nella città degli Scavi.

“C’è un legame indissolubile che unisce Ercolano e il Mare. La Madonna del Pescatore ce lo ricorda. Purtroppo la pandemia lo scorso anno non ci ha permesso di vivere pienamente quel momento di preghiera e di rinnovare una tradizione che appartiene a tutti quanti noi. Guardiamo al prossimo settembre con una rinnovata speranza” – dichiara il sindaco Buonajuto.

Le operazioni di recupero della statua, che si trova a circa 20 metri di profondità, sono avvenute nella mattinata di lunedì 7 giugno. Ad attendere la statua in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale di Ercolano c’erano il vicesindaco Luigi Luciani e l’assessore Mariarca Cascone.

“E’ stato un momento particolarmente emozionante. Vogliamo ringraziare di vero cuore i subacquei della Marina Militare per aver risposto, come sempre al nostro invito, ora la statua è stata presa in consegna dalla Parrocchia di Santa Maria di Loreto che la custodirà fino al 19 settembre prossimo, quando si rinnoverà la Festa della Madonna del Pescatore e del Subacqueo. Una delle tradizioni più sentite della nostra comunità insieme alla Festa di Pugliano. Non è un caso che le due festività religiose della nostra città sono legate al mare. Proprio questo legame sarà al centro dell’evento di settembre quando rilanceremo anche il gemellaggio che ci unisce alla città di Massa Lubrense” – hanno dichiarato il vicesindaco Luciani e l’assessore Cascone. 

Quello di Ercolano è uno dei tre santuari sottomarini d’Italia, gli altri due sono a Camogli in Liguria e Massa Lubrense.