"La sua famiglia è distrutta, lui è figlio di gente perbene, non di delinquenti. La madre mi ha detto di voler subito chiedere scusa alla vittima di quelle violenze".

Lo annuncia l'avvocato difensore di uno dei due 16enni coinvolti nell' aggressione a scopo di rapina che ha visto vittima il rider napoletano 50enne Giovanni Lanciano, picchiato e derubato a Napoli, la notte tra venerdì e sabato scorsi, da un branco composto da 6 ragazzi, giovani e giovanissimi, mentre si accingeva a completare la sua ultima consegna.

"E' stato un episodio assolutamente deprecabile e intollerabile - dice ancora l'avvocato - ma, per le modalità con le quali è stato portato a termine, più che a una rapina somiglia a un atto di bullismo, perpetrato dal branco nei confronti di un uomo che a 50 anni, per dare da mangiare alla sua famiglia, si è piegato a fare un lavoro da ragazzino. Ai loro occhi deve essere sembrato un fallito e forse proprio per questo, complice il contesto e l'ignoranza, hanno deciso di 'bullizzarlo', rubandogli, infine, anche lo scooter".

Il ragazzo, dopo essersi riconosciuto nel video dell'aggressione diventato subito virale, si è consegnato alla Polizia: "Gli altri li conosce solo di vista - dice ancora l'avvocato Ercolino - ed ha ammesso le sue responsabilità ma ribadisco che si è fatto coinvolgere. Lui, e secondo me anche gli altri, non sono rapinatori. Sono le modalità dell'accaduto a dimostrarlo".

il posto di lavoro

L'inchiesta

la solidarietà dei napoletani

Il video shock