Lo scorso venerdì 22 luglio le associazioni rappresentative dei Giudici di Pace, Unione Nazionale Giudici di Pace, Associazione Nazionale Giudici di Pace Unità Democratica Giudici di Pace e Movimento sei luglio, hanno incontrato i Sottosegretari alla Giustizia Migliore e Ferri per rappresentare le incongruenze e le criticità della recentissima riforma riorganizzativa del Giudice di Pace, che si sono già evidenziate su tutto il territorio normale ad appena 2 mesi dall’entrata in vigore dell’applicazione della norma e del primo decreto delegato emesso.

Gabriele Di Girolamo, Associazione nazionale giudici di pace, così esprime le sue considerazioni in meritoi: “Si è trattato di un incontro positivo perché ci sono state aperture su determinati argomenti a cui tenevamo. Inoltre è stato ribadito anche dall’associazione che rappresento che sarà necessario tenere presente i principi stabiliti dagli organismi della comunità europea anche in funzione dei procedimenti di infrazione attualmente in corso nei confronti dell’Italia in relazione alla magistratura onoraria e di pace. Sotto questo aspetto ci sono state aperture dei rappresentanti ministeriali e si ringrazia l’associazione Valore Uomo per il contributo fattivo che ha posto in essere”.

Nel corso dell’incontro sono emerse in particolare le difficoltà relative alla nuova modalità di coordinamento dell’ufficio che sta rallentando il funzionamento dell’ufficio del Giudice di Pace che prima invece poteva ostentare con orgoglio una importante produttività e celerità decisionale al servizio del Cittadino ma anche dello Stato Italiano, in specie in ottica U.E.

Mariaflora Di Giovanni, Unagipa afferma: “Soddisfatti dell’incontro perché è stato riaperto il dialogo con uffici del sottosegretario legislativo. Ma è stata anche l’occasione per puntualizzare le cose che ci paiono presentare problemi pratici di questa riforma, come ad esempio l’omogeneizzazione del lavoro fatta dai presidenti de tribunale fra tutti i magistrati che, ci sembra, vada adetrimento dell’efficienza del nostro grado di giudizio. C’è stata una presa d’atto e ci è stato confermato che con circolari esplicative o delle norme da aggiungere ai decreti delegati si porrà presto rimedio. Sono contenta, anche, di avere incontrata l’Associazione Valore Uomo, cui va il merito di aver favorito questo appuntamento”.

Inoltre, nel corso dell'incontro, è stato posto l’accento sul disagio nel quale si trovano già oggi, ma destinato ad aumentare nel tempio, i Giudici di Pace che dovranno essere riconfermati, soprattutto nelle realtà medio-piccole, esposti alla valutazione delle abituali parti processuali che loro si trovano a giudicare anche in sede penale e dalla cui valutazione dipende l’esercizio, o meno, della loro funzione giurisdizionale. I giudici di pace, nel pieno esercizio delle loro funzioni, hanno sempre rappresentato un elemento di celerità della decisione giudiziaria contribuendo anche a rendere più agevole il lavoro della giustizia e superando ataviche lentezze burocratiche.

Così Luigi Vingiani, Segretario nazionale Confederazione giudici di pace: “Senza dubbio un incontro positivo perché ritengo che il confronto arricchisce sempre. Siamo rimasti soddisfatti e da parte dell’associazione che rappresento sono stati messi alcuni temi sul tappeto e abbiamo rappresentato al ministero difficoltà interpretative e dato suggerimenti per l’esperienza che ci viene dal campo. Il Ministero ha accolto le nostre richieste e ha proposto di fare un incontro con i presidenti dei tribunali per concordare un’interpretazione univoca e omogenea sul territorio nazionale. Ci rivedremo a settembre, magari anche con l’organizzazione di un convengo per valutare i primi effetti della riforma. I sottosegretari hanno mostrato grande attenzione impegnandosi ad un nuovo incontro quanto prima per valutare le possibili modalità di intervento”.