Torre Annunziata-Torre del Greco. Rubavano confezioni di formaggio all’interno dei supermarket “Md” di Torre Annunziata e di Torre del Greco. Per l’accusa, zero sconti alla “banda” di donne che metteva a segno i colpi con una bimba di 8 anni al seguito. Durissima la requisitoria del Procuratore generale, che ha chiesto ai giudici della settima sezione della Corte d’appello di Napoli la conferma di tutte le condanne inflitte in primo grado. La sentenza è attesa per lunedì prossimo.

L’INCHIESTA. L’operazione, coordinata l’anno scorso dai carabinieri di Torre Annunziata, portò in manette le componenti della “banda”. Tre in totale, sole donne: Carmela Mainenti (difesa a processo dal legale Gennaro De Gennaro), Kazakhi Nadia (assistita dall’avvocato Alfonso Abagnale) e Giuseppina Inserra (difesa dall'avvocato Luisa Nastri), tutte residenti a Scafati, in breve tempo erano diventate  il “terrore” dei market del Vesuviano. “Vittima” designata era il supermercato “Md” di Torre Annunziata, che subì la “visita” delle ladre il 22, 27, 28 Gennaio ed il 12 Febbraio 2015. Furti durante l’orario di apertura del supermercato e sotto gli occhi degli addetti ai lavori. Le tre donne pensavano di agire indisturbate, ma non avevano fatto i conti con le telecamere di sorveglianza, che invece riprendevano il loro puntuale “modus operandi”.

I FURTI. Stando a quanto accertato dai militari il trio, dopo aver fatto irruzione nei supermercati, puntava dritto al banco frigorifero. Poi iniziava a prelevare confezioni di formaggio, riponendole con cura nel carrello della spesa. L’aspetto più grave della vicenda era rappresentato dalla presenza di una bimba di otto anni, figlia di una delle componenti della “banda”, che partecipava attivamente ai colpi. Una volta caricato il formaggio nel carrello, le tre donne e la bambina si allontanavano verso la zona riservata alla vendita del pane. Era lì che venivano rimosse le etichette antitaccheggio, così da nascondere la refurtiva all’interno delle borse per dileguarsi dalle uscite “senza acquisti”. In questo modo, con la minorenne che si occupava dello strappo delle etichette dalle confezioni di formaggio, le donne erano riuscite a mettere a segno una decina di colpi. Lo scopo ultimo era quello di rivendere il formaggio a prezzi ribassati ai residenti delle palazzine di Scafati, creando un vero e proprio mercato illegale parallelo. Il valore giornaliero della merce sottratta agli “Md” oscillava tra i 500 ed i 1000 euro.

LE CONDANNE. Tre anni a Giuseppina Inserra, l’unica del trio a dichiararsi innocente. Ad un anno e due mesi ciascuno (pena sospesa) le condanne inflitte in primo grado alla Mainenti e alla Kazakhi. Entrambe, dinanzi all’evidenza dei filmati, avevano confessato al giudice le loro colpe. Ieri, con la dura requisitoria in aula dell’accusa, si è concluso anche il processo d’appello. Dopo la discussione degli avvocati, c'è attesa per il verdetto dei giudici.

 


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