Più disturbi mentali, in crescita l'obesità, ancora pochi screening per la prevenzione. In soli 8 anni, dal 2005 al 2013, è notevolmente peggiorato lo stato di salute degli immigrati regolari in Italia. La colpa è in primis della crisi economica, i cui effetti si sono fatti sentire maggiormente sulle fasce di popolazione più deboli. Il quadro poco incoraggiante arriva da un'analisi dei dati Istat.

Mentre nel 2005 gli stranieri residenti presentavano uno stato di salute migliore rispetto agli italiani, nel 2013 - come emerge dall'analisi comparata di indagini che hanno coinvolto oltre 20mila cittadini stranieri - le differenze si sono addirittura annullate per quanto riguarda la salute fisica. I dati 2013 evidenziano anche che gli stranieri che risiedono in Italia da oltre 10 anni hanno una probabilità superiore del 20% di dichiarare cattiva salute.

La crisi economica, osservano Istat e Inmp, ''sembra quindi essere in grado di accelerare il processo di assimilazione degli stranieri agli stili di vita delle fasce di popolazione più deprivata''. Inoltre, ''essendo noto che al momento dell'arrivo gli immigrati presentano uno stato di salute migliore rispetto a quello della popolazione residente, tale vantaggio di salute si sta dunque rapidamente esaurendo''.

Ed i dati lo dicono chiaramente: ''Le donne straniere che dichiarano una cattiva salute mentale - spiega l'epidemiologo Inmp Alessio Petrelli - sono passate dal 21% del 2005 al 27% del 2013, mentre per gli uomini immigrati la percentuale passa dal 18% al 25%, un trend maggiore rispetto agli italiani. In generale, gli stranieri che dichiarano cattiva salute sono passati dal 22% al 24%, mentre le immigrate raggiungono il 30% contro il 29% delle italiane''. Non va meglio sul fronte obesità: ''Gli immigrati sovrappeso o obesi passano dal 44% al 49% (contro il 50% degli italiani) e le immigrate dal 27,5% al 32,8% contro il 31% delle italiane''.