Salvatore Dare, la voce che racconta l'anima della Penisola
Dal giornalismo come missione civile, l'amore per il Sorrento e lo scoop su Gigio Donnarumma
30-01-2026 | di Francesco Pio Staiano
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Per Salvatore Dare il giornalismo non è solo un mestiere: è qualcosa che gli nasce dentro da bambino, quando osservava il padre leggere i quotidiani. Da allora non ha più smesso di inseguire storie, convinto che informare significhi dare un servizio alla comunità.
Dare difende ancora la carta stampata, che per lui resta il cuore del lavoro: un luogo dove si approfondisce davvero, lontano dalla confusione dei social. E ricorda che fare il giornalista oggi significa accettare precarietà, compensi bassi e tanti sacrifici. “Oggi serve ancora più passione”, ripete spesso, citando l’esempio di Giancarlo Siani.
Tra le storie che segue con più affetto c’è quella del Sorrento Calcio. Un club che negli anni ’50 cambiò colori sociali grazie al patron Ugo De Angelis, tifosissimo del Milan. Da lì nacque un legame che negli anni ’70 portò addirittura Rivera e Nereo Rocco a giocare un’amichevole al Campo Italia.
Il momento più importante della sua carriera arriva nel 2017. Dare e il collega Tiziano Valle notano a Castellammare la presenza inattesa di Vincenzo Montella, allora allenatore del Milan. In quei giorni il rinnovo di Gigio Donnarumma era il caso più discusso del calcio italiano. Bastano pochi dettagli per capire che Montella non è lì per caso: sta andando proprio a casa della famiglia Donnarumma.
Dare e Valle seguono la pista, chiamano il fotografo Max Colombo e riescono a documentare l’incontro. La notizia è solida, le foto parlano da sole. Lo scoop rimbalza ovunque, fino ad arrivare a Gianluca Di Marzio, che chiede di poter citare la notizia. Un riconoscimento che conferma quanto il giornalismo di territorio, quando fatto con attenzione, possa arrivare lontano.
Oggi il Sorrento Calcio vive una situazione complicata. Il Campo Italia è chiuso da tre anni e la squadra è costretta a giocare a Potenza. I lavori sono fermi da mesi per via di un’indagine sugli appalti e la città ha perso un punto di riferimento: niente partite, scuola calcio sospesa, famiglie costrette a spostarsi per far allenare i ragazzi. Se lo stadio non riapre presto, il rischio è che il club non riesca più ad andare avanti.
Dare ha dedicato al Sorrento anche un libro di 600 pagine. Non solo per raccontare il calcio, ma per spiegare come cambia una comunità attraverso le sue passioni e le sue difficoltà. È questo, in fondo, il suo modo di fare giornalismo: stare vicino alle persone e alla sua terra, senza mai smettere di raccontarla.
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