E’ guerra nel Movimento 5 Stelle di San Giorgio a Cremano.

Una vecchia storia di denunce tra parenti compare come per incanto appena avutasi notizia della sentenza di primo grado (già appellata) che condanna il consigliere comunale uscente del Movimento 5 Stelle Tommaso Castaldo a pagare una multa, e al quale il “Movimento” ne ha vietato immediatamente la ricandidatura alle prossime elezioni.

Il fatto crea apprensione e preoccupazione nello stesso Movimento, perché assume i connotati di una faida legata a sgradevoli giochi di correnti interne al Movimento stesso e che lo colpisce proprio in prossimità delle elezioni amministrative comunali.

La decisione del “Movimento” di liquidare Castaldo ha sorpreso tutti gli osservatori e ora si scopre quanti sono i simpatizzanti che invece lo apprezzano, ma le sue libere esternazioni sullo stato di crisi che il movimento sta vivendo non devono essere piaciute ai probi viri e al suo gruppo consiliare.

Castaldo aveva preso il posto nel consiglio Comunale di San Giorgio dell’ex capogruppo del Movimento 5 Stelle Danilo Roberto Cascone a marzo del 2018. Le sue dimissioni avevano destato sorpresa ed erano state collegate a motivi mai veramente chiariti ma per molti presumibilmente legati a mancati incarichi politici e dissapori con la dirigenza del Movimento. Di Maio compreso.

Tommaso Castaldo, 42 anni, nato a Napoli, lavora in una clinica privata come Guardia Giurata, è padre del piccolo Matteo che tutti conoscono in città ed è molto attivo nel sociale. Di lui si ricorda la sua prima dichiarazione pubblica appena nominato consigliere: “Spero di interessarmi sempre del sociale e lavorare per la tutela di quelli che chiamano gli ultimi perché non hanno voce nella società”.

Solidarietà è stata espressa da cittadini e colleghi consiglieri di maggioranza e dal Sindaco Giorgio Zinno che appena avuta notizia della decisione del Movimento di rendere incandidabile il consigliere Castaldo, lo ha chiamato comunicandogli la sua vicinanza e solidarietà.

“I temi della politica nazionale – ha dichiarato Giorgio Zinno - ci hanno spesso divisi, ma sulle questioni locali abbiamo costantemente dialogato nell’interesse della città. Talvolta i suoi stessi “alleati” di partito lo hanno ingiustamente redarguito per essere entrato nella stanza del Sindaco “nemico” per discutere di temi legati alle persone più fragili. Non voglio entrare nelle faide interne di movimenti che sono all’opposizione alimentate dalla spicciola gestione del potere, la stessa che il “movimento” aveva detto di voler contrastare. Ritengo Tommaso un galantuomo per il quale la mia porta sarà sempre aperta”.

Condanna dura è venuta anche da tutta la politica locale che ha visto utilizzare dal “movimento” un sistema   di epurazione in uso alla più antica becera politica dittatoriale per epurare chi non concorda con la linea di chi comanda. Appare a questo punto anacronistica dichiarazione di Cascone e dei suoi colleghi all’atto della nomina a consigliere di Tommaso Castaldo: “Sono certo - affermava Cascone - che lui, per la sua sensibilità, la sua storia e le sue vicissitudini personali riuscirà ad adempiere al meglio il ruolo per cui è stato chiamato. Gli staremo vicini e lo supporteremo come gruppo”.