Una targa a ricordo dell’eccidio di Pietrarsa è stata installata in piazza Troisi dopo 158 anni. Per non dimenticare.

San Giorgio infatti non dimentica. Erano di San Giorgio a Cremano molti lavoratori dell’opificio di Pietrarsa che quel tragico giorno del 6 agosto 1863, recatisi al lavoro decisero di rappresentare ai dirigenti, con una pacifica manifestazione, la richiesta di migliori condizioni di lavoro e di salario e la loro preoccupazione per lo smantellamento della grande fabbrica meccanica e il suo trasferimento nel triangolo industriale del nord che il Governo sabaudo intendeva realizzare.

Per tutta risposta i lavoratori inermi furono attaccati da un intero battaglione sabaudo di bersaglieri inviati dal Governo. Li aggredirono con le armi, sparando e finendoli con le baionette causando la morte di centinaia di essi.

“L’eccidio di Pietrarsa” non può essere dimenticato nella storia del civilissimo sud. Dopo 158 anni si continua a raccontare in maniera distorta sui libri di storia. Questo è scritto sulla targa dedicata a quegli operai morti per il riconoscimento dei loro diritti. Una targa scoperta questa mattina “a memoria degli inermi lavoratori primi martiri al mondo del movimento operaio caduti per mano della repressione sabauda a danno della libertà e della capacità produttiva del popolo duosiciliano”.

All’evento era presente l’assessore alla cultura Pietro De Martino. L’opera è stata realizzata gratuitamente dall’Architetto Ricciardi con gli stessi materiali che venivano usati nel 1860 nell’opificio ferroviario. All’Amministrazione di San Giorgio e all’assessore De Martino è stato consegnato il “Premio Meridionalista” per le buone pratiche da loro poste in essere nel contrasto alle disuguaglianze.

“Siamo da sempre sensibili a questo tema - ha dichiarato l’Assessore De Martino - e ancora una volta, dopo essere stati i primi ad aver intitolato una strada ai Martiri di Pietrarsa, continuiamo ad essere punto di riferimento per la valorizzazione della storia e l'affermazione dei diritti. Coltiviamo la memoria, guardando al futuro con fiducia”.