Nella Fonderia Righetti di San Giorgio a Cremano si è parlato di “Diverse sfumature di depressione: generazioni a confronto e i mas media”. L’argomento è stato scelto nella giornata che coincide con la Giornata Europea sulla Depressione e per la sua importanza è stato deciso che entrasse a far parte dei crediti formativi del corso di Formazione triennale per i giornalisti organizzato dall’ordine dei Giornalisti di Napoli.

Un incontro informativo sulla depressione che approfondisce la conoscenza e la divulgazione di come nasce e come si può combattere “il male oscuro” questa patologia che potrebbe anche essere però una condizione umana. Un tema delicato affrontato dai relatori tra i quali Eugenio Nemoianni, Manlio Grimaldi, psichiatra, e Francesco Manca, giornalista. È stato spiegato che i disturbi dell’umore sono presenti specialmente nei giovani adulti e nella senilità e avere corrette informazioni aiuta a combattere le fasi e le tipologie di questo male.

Diverse sfumature di depressione perché la depressione in se e per se non è univoca ma si presenta in vari modi che vanno dalla malinconia alla tristezza fino al tentativo di gesti estremi per cui bisogna capire meglio l’origine della propria sofferenza per poterla curare.

“Un argomento scottante la depressione, un disturbo dell’umore che interessa chiunque anche i giornalisti che non solo hanno il dovere di affrontare il tema della persona dal punto di vista giornalistico e della scrittura ma hanno una responsabilità aggiuntiva nell’impatto con le persone che hanno subito un trauma – dichiara il presidente dell’ordine dei giornalisti di Napoli, Ottavio Lucarelli – Quando trattiamo un fatto dobbiamo sempre ricordarci che al centro delle vicende ci sono le persone, quindi, massimo rispetto che scatta dal primo momento da quando cioè il cronista va sul posto e incontra, intervista, parla con la persona e poi nel momento in cui lo scrive e lo racconta”.

Emerge dagli studi che questo “disturbo del comportamento” nella società attuale tende ancora ad essere nascosto evidenziando quella difficoltà di parlarne con il prossimo e quindi di risolvere il problema.