Questa mattina al Piano Nobile di Villa Bruno a San Giorgio a Cremano è stata aperta al pubblico una mostra che si inserisce in un progetto della Regione Campania e che si realizza all’interno della 19^ edizione di “Natività Vesuviane”. Si tratta di una mostra della Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone in Molise, realizzata a seguito dell’invito dell’ex Sindaco di San Giorgio, Giorgio Zinno, di allestire appunto anche nella città di San Giorgio, come già fatto in altre città d’Italia, una mostra che sia un viaggio nella storia delle fusioni e che dall’anno 1000 si è sviluppata attraverso l’attività di ben 26 generazioni che hanno lavorato, forgiato e fuso nella fonderia di Agnone le loro opere.

La mostra appare come un itinerario che pone un dialogo tra l’arte sacra e la memoria dell’antico con l’esposizione soprattutto di campane di medie dimensioni tra cui una forgiata nell’anno 1000 , Crocifissi , tavole in bronzo ,ma anche sculture di arte profana quali animali o creature fantastiche che sembrano non appartenere al mondo reale ma ad un mitico immaginario dell’umanità che l’artista Marinelli sembra avere creato mediante lo stimolo della sua anima avventurosa e inquieta.

Le opere create nella fonderia Marinelli sembrano qui attuare uno splendido dialogo tra queste e le tele del patrimonio pittorico dell’arte ritrovata del museo civico di San Giorgio , procurando un excursus nella storia e assieme sembrano compiere un viaggio nel tempo di oltre 1000 anni arrivando fino all’ultima campana realizzata per il Giubileo.

E’ Ettore Marinelli il talentuoso scultore molisano delle opere esposte a San Giorgio, capace di esprimere tutta la sua creatività avendo grande padronanza delle tecniche e proveniente dalla grande tradizione della fonderia familiare più antica del mondo in cui crea le opere con attenzione e umiltà . Marinelli si è laureato in scultura all’ Accademia di Napoli, la più antica e prestigiosa del sud Italia e fa parte ormai della 27^ generazione di fonditori , e sono tante le opere commissionate dalla Chiesa. La sua fonderia è la più antica d’Italia e tra le più antiche del mondo specializzata nella costruzione di campane, ed ha una storia lunga 1000 anni e accedervi da la sensazione di entrare in una avventura al di la dei confini del tempo tra i materiali per la lega, rame , stagno e altri metalli come zinco o piombo e in più materiali semplici quali la terra l'acqua, la cera, la canapa, il bronzo; sapientemente utilizzati dai maestri e i cui segreti si tramandano da generazioni per poi giungere alla fusione . Tutte operazioni difficilissime e delicate sono ad alto rischio e tali che se qualcosa dovesse andare male si ricomincerebbe tutto daccapo.

Presenti numerosi studenti delle scuole del territorio che hanno seguito con particolare attenzione la visita al museo e soprattutto le spiegazioni delle fasi di lavorazione sicuramente apprezzando ancor più il significato simbolico delle campane che ancora oggi scandiscono in certi luoghi i momenti chiave della vita quotidiana e comunitaria.

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