Il settecentesco palazzo  noto come  “Nosocomio dentale” esistente sul territorio di San Giorgio a Cremano destinato ad  accogliere e accudire gli anziani poveri e ammalati della Città di San Giorgio  e Comuni limitrofi. Dopo molti anni di silenzioso  abbandono e degrado  torna a far parlare di se . Ciò è avvenuto in occasione della Giornata della Vita   con un incontro  sul tema  tenutosi nella Biblioteca sangiorgese di Villa Bruno grazie all’Associazione di Volontariato “La Vita” presieduta dal Diacono Giuseppe Cavallaro  di   San Giorgio a Cremano , associazioni  e cittadini tentando di aprire  un nuovo spiraglio e una nuova speranza per un  giusto riutilizzo del manufatto.

Un dibattito  considerato necessario per cercare di  spingere fuori dalle secche dell’immobilismo  la destinazione  e l’utile riuso della struttura da troppo tempo lasciata al degrado e al triste abbandono pur costituendo un  bene  dalle grandi potenzialità per ogni e qualsivoglia utile destinazione.

L’aspetto più rilevante della storia del manufatto passa fin dal 2014  attraverso una serie di eventi che portarono poi alla   “  chiusura del Nosocomio Dentale” con  la conseguente espulsione degli anziani , poveri e ammalati , e dei lavoratori, per i quali  da anni    ancora non si  è  trovata  una soluzione e per una concreta destinazione di  utilità sociale .

 

Dopo che  le decisioni sull’utilizzo del manufatto  sono passate nelle  mani della Regione è ancora esistente una situazione di stallo che suscita  forti  critiche  anche sul comportamento della Curia di Napoli, che fin da quando ne aveva la proprietà  e la  gestione,  non avrebbe fatto nulla di concreto , pur  forte della propria  autorevolezza, per  intervenire tangibilmente nella definizione dell’uso   tutelando  così i poveri, i  degenti, gli ammalati  a cui era destinata la struttura come auspicato dalla chiara  volontà testamentaria della  Famiglia  Dentale  ex proprietaria  dell’immobile , divenuto poi fondazione,  assieme  a  tutti gli altri immobili e le vaste aree agricole  che fornivano il supporto economico per il suo funzionamento e salvando così anche i posti di lavoro delle persone che vi operavano.

 

Da tempo , invece,  è stata alzata   bandiera bianca:  la  attuale Fondazione è stata messa in liquidazione anche senza tener conto delle  sacrosante rivendicazioni degli ex dipendenti per i quali nessuno ha avuto attenzione .   La maggiore responsabilità di tutto questo viene quindi ascritta  dagli osservatori e dalle associazioni in gran parte anche  alla Curia di Napoli . Nel volantino emesso dalla  Associazione LA VITA , infatti,  si attesta in maniera chiara e netta che della CHIUSURA del Dentale sarebbe anche responsabile  la CURIA di Napoli che non aveva  saputo o voluto leggere il  “segno dei tempi” altrimenti non avrebbe  violato il Diritto, la Giustizia e la volontà di Dio  privando gli anziani poveri dei loro diritti umani, ma  soprattutto violando la volontà del testatore che  affidandole  i suoi beni aveva riposto tutta la sua fiducia nella Chiesa e non nel potere umano.

“La grave situazione del  Dentale e la sua chiusura , –  ha spiegato il  Presidente Cavallaro –,  scaturisce  dunque anche da una cattiva gestione della Curia di Napoli, che  forte delle sue Parrocchie  e dei suoi sacerdoti  ovunque presenti avrebbe dovuto e potuto  prendere maggiore coscienza del  problema del Dentale   diventato parte integrante della Chiesa   e farsene  carico presso l’autorità ecclesiastica.  La Curia partenopea invece  chiuse definitivamente  la pratica di ciò che poteva diventare una Casa-Albergo senza valutare che i veri proprietari morali dell’Istituto sono  gli anziani poveri. Ancora  oggi,  -  ricorda il presidente -  bisognerebbe far si  che la Chiesa sia stimolata a prendere un’altra volta in mano la situazione del Dentale  attraverso  la sua autorevolezza per  spingere verso una  ridefinizione dell’uso  del nosocomio”.

Pertanto l’Associazione La Vita si augura che finisca l’indifferenza e  l’ingiustizia  ai danni degli anziani  poveri e dei lavoratori   e continuerà ad opporsi  attraverso opportune iniziative  informando, come ha sempre fatto, la Curia di Napoli e di Roma.


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