Sarebbero stati avviati i contatti necessari per un approccio con i responsabili del complesso Dentale per comprendere se  il Comune di San Giorgio possa acquisire, per ora, parte del  complesso, ovvero l’area circostante ,  come previsto dalle norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore Generale (PRG) che prevede di poter intervenire sugli spazi liberi per ricreare i giardini storici delle Ville vesuviane   nell’area del Miglio D’Oro.       

Al momento  ancora porte chiuse  e  le erbacce che  la fanno da padrone, con  il  grande portone di legno verde e le finestre che mostrano  inequivocabili  i segni del degrado dopo la triste chiusura avvenuta definitivamente  nel 2012 con lo sfratto dell’ultimo anziano ricoverato e la conseguente uscita dei   lavoratori licenziati e  senza stipendio. 

Questo è  ora l’imponente   settecentesco palazzo  nobiliare al centro di San Giorgio che fu  del Marchese  Leopoldo Dentale  il quale  alla fine dell’ 800 lo lasciò per testamento  alla Curia di Napoli per diffondere lo spirito di carità, dell’accoglienza e dell’assistenza agli indigenti, ai poveri, anziani, diseredati,  senza casa in una opera meritoria altamente umanitaria.     Il complesso  si trova proprio nel mezzo tra i parchi pubblici  di Villa Vannucchi e Villa Bruno e l’acquisizione dell’area circostante il fabbricato  la cui  eventuale acquisizione in una prima fase  andrebbe a implementare  il patrimonio architettonico e naturalistico della città realizzandosi così per  San Giorgio uno dei più grandi parchi delle città vesuviane del Miglio D’Oro .   

Operazione non facile per  la complicata matassa burocratica da  dipanare ma il completamento del  primo iter relativo  all’asta pubblica permette di discutere con il liquidatore con il quale si potrebbe trattare più approfonditamente  l’argomento e comprendere se il percorso  , non privo di ostacoli, possa essere praticabile.    L’ ipotesi successiva dell’acquisto dell’immobile poi sarebbe uno dei  passaggi più complicati in quanto prescrive il difficile  parere del demanio previsto su qualsiasi  acquisto di immobile.   Ovviamente  dopo la lunga verifica di fattibilità di tale complessa operazione il percorso continuerà sottoponendo  il tutto al Consiglio Comunale che dovrà dare  il suo indirizzo per procedere o meno a tutti gli atti necessari.     

Ma il solo cominciare a parlarne apre alla speranza  in  tutti  coloro che da anni hanno perorato la causa della riapertura e che  migliorerebbe  la bellezza della  città con  la possibilità di dare  anche lavoro  in una struttura che potrebbe divenire produttiva sotto diversi aspetti   tra cui quello turistico.    Nessuna illusione che le cose possano cambiare rapidamente  ma l’Amministrazione decide di provarci e  comincia a  parlarne  con i responsabili della gestione anche incoraggiata dai commenti positivi di qualche rappresentante dell’ opposizione.