La  presentazione di un libro come uno spettacolo. E’ quello che ha proposto Gino Rivieccio  a San Giorgio in Villa Bruno per  la presentazione del suo lavoro  “Siamo nati per soffriggere “  -   “riflessioni ai fornelli “ . Accolto  con affetto  dal pubblico  accorso per   vederlo  ascoltarlo e  trascorrere qualche ora in serena intelligente allegria.  Ccon il Sindaco Giorgio Zinno  che lo ha definito amico della città , ha preso  parte  all’incontro  la prof.ssa Giuseppina Scognamiglio, docente dell'Università Federico II di Napoli e l'assessore alla Cultura, Pietro De Martino.          

Il libro che si legge velocemente   concede ai lettori un  viaggio stuzzicante  nella società contemporanea  tra monologhi, personaggi, tradizioni e aneddoti  ma anche  una riflessione collettiva su grandi temi di attualità, raccontati con garbo tra il serio e il faceto  e con quello stile scanzonato caratteristico  dell'attore napoletano  per cui  il  volume  ne risulta divertente e piacevole.     L’autore   in questo lavoro  accoppia con humor e leggerezza   due realtà  solo apparentemente  diverse e distanti  la cucina e la filosofia  con riferimento  alla coppia, i figli, i rapporti familiari, la politica le aspettative dei giovani e la loro esistenza, tutti visti da diversi punti di vista,   

Profondi e   puntuali  gli  interventi  della prof/ssa  Scognamiglio la quale ha contribuito con le sue osservazioni a comprendere meglio il senso  di quanto scritto  da Rivieccio  .   Un  libro , osserva la Scognamiglio,  divertente   tra mangiare e  ricette   ma che consente riflessioni molto attente soprattutto sulla situazione dei giovani d’oggi , sulle famiglie e le difficoltà nel  realizzare le loro speranze.  “ Un libro che sembra divertente accorato leggero  scanzonato- spiega   la Scognamiglio -  dove ci sono le ricette di cucina, ma che appare come un quaderno di vita , un diario, come se l’autore si fosse voluto confessare e si nasconde.   Parla della cucina ma fa delle  osservazioni molto acute “ . Ne scaturisce  tra l’altro qualche colpa che Rivieccio addossa ai governanti che  accusa di avere fatto “ scuocere la speranza”  dei  giovani  . Si scuoce la pasta, dice la professoressa Scognamiglio , ma scuocere la speranza  è una invenzione che  definisce fantastica.

E poi che dire  del Capotreno. L’artista  conclude   simpaticamente definendo Dio  il  “Capotreno”  con cui dichiara di avere un buon rapporto  “ Quando saremo  chiamati  -  afferma Rivieccio -  Egli vorrà conoscere le nostre storie perché ci ha  messi sulla terra per farci vivere intensamente. Avremo storie da raccontare e al Capotreno? Io mi sono preparato una serie di cose per  quando sarà il momento.  Dio ha creato l’uomo per conoscere le nostre storie, la mia non è ancora terminata”.