SAN GIORGIO A CREMANO. Era il 6 agosto 1863 e c’erano quasi 1000 operai nello stabilimento metalmeccanico di Pietrarsa quando Luigi Fabbricini, Aniello Marino, Domenico Del Grosso, Aniello Olivieri, furono uccisi dai proiettili sparati alle spalle dai soldati del 33° battaglione dell’esercito piemontese. Gli operai protestavano contro i licenziamenti e le condizioni disumane di lavoro cui erano stati costretti dai nuovi proprietari della fabbrica. A quegli uomini che lottarono per i loro diritti, il Comune di San Giorgio ha dedicato una strada che ha chiamato “Via Martiri di Pietrarsa”, sostituendola all’attuale “Via Ferrovia”, a 500 metri circa dal luogo del massacro.

La targa è stata scoperta dal Sindaco Giorgio Zinno che, assieme all'Assessore Pietro De Martino, e a giornalisti e storici del calibro di Gigi Di Fiore, Marco Esposito e Aldo Vella, ha ricordato non senza commozione il massacro di 152 anni fa. Una dedica doverosa per la quale hanno ben lavorato le Amministrazioni comunali che l’hanno voluta.

DOPO ANNI LA VERITA’. Gli studiosi solo dopo tempo hanno scoperto che i morti non furono solo 4, ma al rientro in fabbrica mancavano all’appello quasi 170 operai. Quell’evento rappresentò anche l’inizio della decadenza dello stabilimento di Pietrarsa, dove per i Borboni si realizzavano possenti macchine ferroviarie accanto ai binari della prima tratta italiana, la Napoli-Portici. Pietrarsa fu per tutti un esempio ammirato di industria. 

“Il nostro obiettivo è fare memoria del passato per costruire un futuro migliore – ha affermato il Sindaco Giorgio Zinno - . Intitolare una strada ai Caduti di Pietrarsa significa tramandare alle nuove generazioni un tragico episodio, che ha segnato la storia del nostro territorio e trasferire valori come il diritto al lavoro, la libertà, la dignità personale, che oggi come allora vanno difesi e proclamati”.

Claudio Di Giorgio