“La camorra oggi non spara più perché ha imparato a non sparare. Dove non si spara significa che c’è un accordo, non che abbiamo vinto. Presto torneranno a sparare, per colpa della nostra indifferenza. Starà a noi preparare le nuove generazioni a non privarsi della loro libertà”. Sandro Ruotolo ha spiegato così la sua visione anticamorra alle centinaia di ragazzi che hanno affollato l’atrio del Secondo Circolo didattico Giancarlo Siani di Torre Annunziata.

Studenti, docenti, dirigenti scolastici, forze dell’Ordine ma anche semplici cittadini hanno assistito all’incontro con il giornalista e presidente del comitato d’inchiesta sulla camorra a Napoli. Un incontro al quale ha partecipato il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione, il quale ha ricordato che “la nostra città non è morta. Siamo quotidianamente al lavoro per contribuire a risolvere i problemi che ci sono. Tanto è stato fatto, ma c’è ancora molto da lavorare. Parlarne oggi è un ulteriore spinta per la crescita, soprattutto per questi giovani”.

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Presenti all’incontro anche don Ciro Cozzolino di “Libera”, don Antonio Carbone dell’oratorio dei Salesiani, il presidente dell’Osservatorio per la Legalità Giovanni Taranto, la rappresentante degli Studenti contro la camorra Jessica Lettieri e il referente provinciale di Libera Antonio D’Amore.

Il concetto spiegato da Ruotolo ai ragazzi è stato molto chiaro: “Se entri nell’esercito della camorra sei un suddito e un suddito non è libero. Soltanto attraverso questa conoscenza puoi riuscire a non privarti della tua libertà. E qui diventa importante il ruolo della scuola, degli assistenti sociali, della comunità”.

In una città che ancora parla di camorra, di stese, di bombe, non può mancare il commento di chi oggi ha ricordato Giancarlo Siani, a 34 anni esatti dalla sua morte: “Già il fatto che in questa città ci siano stati 15 episodi riconducibili al racket ci dice che non abbiamo vinto. Siamo sempre sulla linea di confine, in cui puoi dare alla camorra il colpo di grazia ma non riesci a farlo perché il tema della sicurezza è visto ancora come un costo anziché un investimento”.

Nel corso della giornata gli studenti hanno approfittato della presenza di Ruotolo per rivolgergli alcune domande e per donare loro alcuni pensieri offerti per ringraziarlo della sua partecipazione. In basso il servizio video. 


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