Carenza di personale medico negli ospedali: i sindacati scendono in campo.

Da circa un mese le organizzazioni sindacali sono in stato di agitazione, lamentando nel settore sanitario che ha generato una situazione di difficile gestione in riferimento alla garanzia dei LEA (livelli essenziali di assistenza) e al godimento del periodo di ferie minimo previsto contrattualmente per i lavoratori.

“Una situazione precaria – precisano attraverso una nota congiunta la CGIL, la Cisl – Fp, la Uil – Fp, la FSI, Nursing Up, Nursind, e Ugl – erra stata segnalata anche l’anno scorso, ma nulla ha prodotto in tema di programmazione o eventuali correttivi, per poter fornire adeguati bisogni assistenziali e garanzia di riposo psico-fisico degli operatori. Siamo in perenne emergenza”.

Gli ospedali rischiano quindi il collasso, come documentato dal prot. n.5603 del 6.7.2018 del Direttore Sanitario degli Ospedali Riuniti dell’area vesuviana, il quale ha comunicato alla direzione aziendale che non si possono garantire le attività assistenziali con il poco personale in servizio e non si possono garantire le ferie ai lavoratori, paradossale. Un appello a cui si è aggiunta la voce della dirigenza medica degli ospedali riuniti dell’area sorrentina, che avrebbe lamentato la stessa ed identica situazione.

“Ad oggi – continuano i sindacati - non si hanno ancora certezze su come si vuole trovare idonee soluzioni nei tempi utili. Auspichiamo che non si arrivi a settembre a discapito di chi chiede un minimo ai assistenza, sottolineiamo che, soprattutto in penisola sorrentina, la popolazione si triplica nel periodo estivo, con un aumento considerevole delle patologie emergenziali”.

Nuova estate, stessi problemi. “Ancora una volta la programmazione emergenziale per il periodo estivo non viene effettuata dai direttori di struttura complessa e dai costituiti direttori di dipartimento che dovrebbero porre e proporre dei correttivi funzionali. Una verifica strutturale dei presidi sanitari si impone, il crollo del soffitto del presidio ospedaliero di Castellammare di Stabia testimonia la precarietà in termini di sicurezza delle strutture, fortuna che non era una stanza adibita all’assistenza dei degenti”.

Ecco quindi le organizzazioni sindacali cosa chiedono: “Produrre urgentissime iniziative per arginare la gravissima situazione creatasi, che, non garantisce la piena efficienza dei presidi sanitari, con ricadute sul personale costretto a turni massacranti che non riesce a smontare e non sa quando torna a casa; una urgente verifica strutturale dei presidi sanitari, come previsto dalle vigenti norme 81/08”.

Proclamato lo stato di agitazione, dettato dall’insicurezza di non poter godere nemmeno del riposo estivo personale e familiare previsto contrattualmente.