Plastica, pesticidi e sversamenti abusivi. Il dossier choc di Legambiente sulle condizioni dei corsi d’acqua in Italia dopo il lockdown è disarmante, avvilente, emblematico del disastro ambientale che ogni giorno attanaglia Castellammare e tutti i Comuni attraversati dal fiume Sarno.

È bastato far ripartire le attività industriali per rivedere scarichi killer all’interno del fiume, segnale inequivocabile della presenza di aziende che continuano a sversare i propri reflui nel Sarno piuttosto che inviarli a depurazione. L’ennesima prova dello scempio perpetrato da persone senza scrupoli nei confronti dell’ambiente e dell’ecosistema.

“Un anno fa ci fu la più grande manifestazione di mobilitazione del territorio per il Sarno – ha ricordato Franco Matrone, referente campano di Zero Waste Italy -. Quasi 3mila persone si dedicarono all’urlo di protesta per chiedere il salvataggio del bacino idrografico. A distanza di un anno, la crisi per il coronavirus non ha consentito di mettere in atto una nuova partecipazione dei territori per verificare la situazione. Da sito di interesse regionale, l’area del fiume Sarno deve tornare ad essere di competenza nazionale. Sul territorio di Torre Annunziata, di Castellammare di Stabia e di Pompei, abbiamo sostanze inquinanti come diossine, idrocarburi, metalli pesanti, solventi e altre sostanze pericolosissime – ha continuato Matrone -. Ecco perché rinnoviamo l’appello al ministro dell’ambiente Sergio Costa, per la costituzione di un’unica cabina di regia relativa al fine di affrontare efficacemente la battaglia epocale del risanamento del Sarno”.

Duro il commento del sindaco di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino: “Un’ulteriore conferma della totale assenza di interventi mirati da parte degli enti sovraordinati, a partire dal tanto sbandierato masterplan del Ministro Costa, di cui dopo oltre un anno non si sono viste tracce. Rinnovo il mio appello ai 38 comuni che, come Castellammare, sono attraversati dal fiume Sarno: firmate con me l’esposto alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo per tutelare insieme le nostre città. Unitevi alla battaglia per restituire dignità ad un territorio devastato da sostanze tossiche e nocive per l’ambiente e per tutti i cittadini”.

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